Si è concluso domenica 5 agosto a San Marco d’Alunzio l’XI concorso internazionale di arte fabbrile (II biennale internazionale di scultura in ferro). L’evento, organizzato dall’Associazione Italiana Fabbri d’Arte presieduta da Giovanni Rotondo, si è svolto in una cornice storica affascinante, in uno dei borghi più belli d’Italia, contornati dal folclore locale e dalla magica atmosfera delle forge dei mastri del fuoco.

Artisti provenienti da tutto il mondo (Italia, Israele, Rep. Ceca, Lituania, Cile, Ucraina, Russia) si sono confrontati in una competizione a premi sul tema dell’accoglienza sfumato dal senso di appartenenza e dalle radici dell’uomo moderno, ben oltre i contorni socio politici attuali. Una tre giorni dedicata all’arte del ferro e ai suoi contorni, apprezzata da cittadini e turisti che hanno potuto assistere dal vivo alla realizzazione delle opere in concorso. Per l’occasione, è stata allestita un’esposizione temporanea di opere non in gara provenienti da differenti paesi, fra tradizione e innovazione tecnica dell’arte della lavorazione del metallo. All’interno della mostra ha trovato spazio il “Museo del mare itinerante di Fabio Pilato” composto da numerosi pesci realizzati in scala, in ferro, dal noto artista messinese.

A valutare le opere in concorso è stata una giuria composta da esperti qualificati, quali la Prof.ssa Mariateresa Zagone (Presidente), il maestro Giovanni Rotondo, l’Architetto e fotografo di settore Carmelo Micieli, il Sindaco di San Marco d’Alunzio Architetto Dino Castrovinci, e lo stesso direttore artistico della Kermesse Architetto Dario Iacono. Durante la serata conclusiva è stata presentata alla cittadinanza l’opera che sarà donata al Comune di San Marco d’Alunzio da un team di artisti della Repubblica ceca, coordinati dal maestro Jiri Bat’a, ispirata alla Sicilia e ai quattro elementi della natura tanto cari ai fabbri.

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Ad aggiudicarsi questa edizione è stato l’artista Antonio Sergi con la commovente opera intitolata “ti prego, abbracciami”, salutata con plauso – tanto dal pubblico quanto dagli stessi artisti in gara – per la sua profonda unitarietà, la pulizia formale e la sintesi concettuale dalle inevitabili vibrazioni epidermiche, archetipiche. Seconda classificata è stata l’opera “Love to all” di Zeevik Gottlieb, mentre alle sue spalle si è posizionata l’opera “Benvenuto” di Antonio Cassiano. Una menzione speciale ha lodato la differente visione sull’accoglienza di Roman Kost con l’opera “Doors”, opera astratta, senza mimesi, dalla forte spazialità sacra.