Sono state tre giornate ricche di appuntamenti, promosse da Asproflor (Associazione Produttori Florovivaisti)  Comuni Fioriti, che hanno coinvolto le Amministrazioni aderenti al Marchio di Qualità e numerosi professionisti del settore florovivaistico, oltre  a tanti appassionati del settore.

Da quest’anno, gli organizzatori hanno deciso di lanciare un nuovo brand attraverso il “Marchio nazionale di Qualità – Comune Fiorito”, la certificazione dei Comuni che sono motivati a migliorare l’aspetto dal punto di vista ambientale, turistico e economico. Le luci della ribalta erano tutte puntate sui comuni italiani in gara per aggiudicarsi il nuovo Marchio di Qualità, la grande novità di quest’anno. Dopo l’esperienza degli ultimi quindici anni con il Concorso Nazionale, infatti, Asproflor ha promosso la nascita del “Marchio Nazionale di Qualità Ambiente di Vita Comune Fiorito” con l’intento di coinvolgere e stimolare maggiormente i diversi Comuni nella sfida di riportare la natura, il verde e i fiori al centro delle città. “Far fiorire”, quindi, per migliorare la vivibilità degli spazi urbani, rendendoli maggiormente a misura di cittadino.

Alla seconda consecutiva partecipazione, riesce a fare bene il Comune di Santo Stefano di Camastra, che su 46 comuni in tutta Italia che hanno ricevuto la certificazione di qualità, solo sei sono quelli siciliani che sono riusciti a strappare questo riconoscimento, tra questi ci sono: Sinagra, Terme Vigilatore, Tusa, Geraci Siculo, Gangi. Per la cittadina stefanese nota per la sua produzione artistica di ceramiche, si tratta di un riconoscimento che premia il grande lavoro svolto dall’assessore al verde pubblico Santo Rampulla, che dal momento in cui ha deciso di aderire a questo concorso, ha cercato con le esigue risorse disponibili, di dare slancio alla qualità del verde, all’ambiente sostenibile, la pulizia e l’ordine.

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“I nostri sacrifici sono stati premiati – ha dichiarato  l’assessore Rampulla – ciò significa che la strada che abbiamo intrapreso era quella giusta, per cui non ci rimane che continuare a lavorare sul solco già tracciato”.