venerdì - 02 dicembre 2016
 
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Accusa di turbativa d’asta per i vertici di Caronte&Tourist

Caronte Tourist
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Divieto per un anno di partecipare a gare pubbliche, ma solo in provincia di Messina.
E’ il provvedimento interdittivo notificato ai vertici societari della Caronte & Tourist e della “Salerno Container Terminal” del Gruppo Gallozzi. Un provvedimento richiesto nei giorni scorsi dal sostituto procuratore della Dda Liliana Todaro e accordato dal gip Salvatore Mastroeni, in cui si ipotizza il reato di turbativa d’asta a carico di tutti gli indagati.

La gara oggetto dell’inchiesta avviata nei mesi scorsi è quella del 2013 relativa al bando per la gestione della rada S. Francesco bandita dall’Autorità portuale di Messina e aggiudicata alla Caronte & Tourist. Sono in tutto sei le persone indagate che hanno ricevuto il provvedimento interdittivo d’impresa della durata di dodici mesi.

I provvedimenti sono stati notificati ieri a Vincenzo Franza, alla madre Olga Mondello, a Antonino Repaci, ovvero i vertici societari della “Caronte & Tourist”, e poi a tre rappresentanti della famiglia salernitana dei Gallozzi, Agostino, Vincenzo ed Enrico.

L’ipotesi di turbativa d’asta è legata secondo la Procura messinese ad un fatto ben preciso. Due delle società che hanno partecipato da “concorrenti” alla gara per l’aggiudicazione del servizio di trasporto nello Stretto nel 2013, erano la Caronte & Tourist e la “Salerno Container Terminal”. Ma la “Caronte & Tourist” è titolare di una partecipazione azionaria all’interno dell’impresa salernitana, quindi le due posizioni imprenditoriali apparentemente separate sul piano societario sarebbero in sostanza riconducibili ad un unico centro decisionale.

Il prossimo passaggio dell’inchiesta prevede l’interrogatorio di tutti gli indagati davanti al gip Mastroeni, che una volta preso atto delle motivazioni dell’accusa e delle considerazioni difensive deciderà se confermare o modificare i provvedimenti esitati.

In serata il legale del gruppo Franza, l’avvocato Alberto Gullino, ha rilasciato una dichiarazione: «La fiducia nell’operato della magistratura non può impedire – sia pur nei limiti delle limitate conoscenze di cui si dispone allo stato – un’analisi critica del provvedimento ricevuto. Che parrebbe ipotizzare una turbativa d’asta basata non tanto su azioni tese ad escludere potenziali competitors o a ridurre il costo della concessione, quanto ad ampliare la platea dei partecipanti alla gara. L’accusa, insomma, parrebbe quella di avere operato per estendere la concorrenza, ma fittiziamente, al fine di celare un abuso di sostanziale “monopolio”. Posta l’accusa in questi termini, siamo pienamente fiduciosi di poter dimostrarne l’infondatezza, sia perché le numerose iniziative tese a dimostrare l’esistenza di abuso di posizione dominante da parte della “Caronte&Tourist” si sono concluse con un proscioglimento pieno, come nell’ultimo provvedimento dell’AGCM, sia perché l’eventuale miglior prezzo ottenibile attraverso l’asserito accordo tra le partecipanti avrebbe potuto essere raggiunto a prescindere, prevedendo il bando l’aggiudicazione anche in caso di offerta unica. Sicché la condotta ipotizzata, a parte ogni considerazione di forma, ci appare priva di ragionevole movente. Siamo certi comunque – conclude l’avv. Gullino_–, che emergerà la verità dei fatti e che si accerterà senza alcun dubbio la correttezza dell’operato dei miei assistiti».
dalla Gazzetta del Sud

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