giovedì - 14 dicembre 2017
 
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Affrontato il tema delle agromafie e del protocollo di legalità

Antoci ospite della Bocconi, Luiss e Urbino: decine le tesi di laurea presentate sul Protocollo

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Con una ricca agenda di appuntamenti, si è conclusa una settimana di incontri  dedicata agli studenti e che ha visto il Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, in varie Università italiane per parlare del tema nazionale della lotta alle agromafie.

Oltre agli interventi dei mesi scorsi, fra i quali quello alla Luiss Guido Carli di Roma e in altre istituzioni scolastiche, nei giorni scorsi il Presidente Antoci è stato ospite dell’Università Bocconi dove, per il tramite della Bocconi Students Against Organized Crime, che rappresenta la prima associazione nella storia dell’Università Bocconi incaricata a trattare specificatamente di criminalità organizzata, è stato affrontato il tema delle agromafie e del protocollo di legalità nel nuovo codice antimafia.

Un lungo, appassionato incontro che è servito a tanti giovani per capire meglio quanto avvenuto in questi ultimi anni, nei quali le mafie avevano acquisito milioni di euro attraverso i fondi comunitari, e che, come sottolinea Giuseppe Antoci, “deve vedere sempre di più gli studenti protagonisti di quel processo sociale che mette insieme il piacere di fare il proprio dovere in condizione di assoluta normalità”.

Anche l’Università di Urbino, che si è fatta promotrice dell’incontro denominato  “Legalità a tutti i costi”, ha voluto  affrontare il tema nazionale delle agromafie e la lotta ad ogni forma di illegalità. “Il lavoro del Presidente Antoci rappresenta un modello di governo a tal punto innovativo da essere diventato legge dello Stato, oggi è un’occasione unica averlo tra noi” – ha affermato il Rettore dell’Università di Urbino Vilberto Stocchi ha aperto i lavori, affidando alle domande degli studenti Giuseppe Antoci.

“In questi mesi molti studenti hanno dedicato i loro studi al “Protocollo di Legalità” – commenta il Presidente Antoci –  il percorso di legalità e sviluppo nato in Sicilia è diventato  patrimonio di tutta Italia. Ne costituiscono esempio gli studi e le tesi di laurea sull’argomento, che si sono susseguite numerose, specialmente dopo il recepimento del Protocollo nel nuovo Codice antimafia. Gli impegni di questi giorni, nei luoghi deputati alla formazione dei giovani mi incoraggiano a proseguire su questa strada – conclude Antoci -. Mi sento al fianco di ogni nostro studente come sento al mio fianco ognuno di loro, solo facendo squadra e ripartendo dalla “normalità di fare il proprio dovere”, si possono combattere le piccole e grandi illegalità che mortificano la società e minando il futuro del nostro paese”.

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