venerdì - 19 gennaio 2018
 
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potrebbe riaprire le porte ad un vero Tribunale della Montagna o dei Nebrodi

Approvata la bozza per il tribunale sperimentale di Nicosia

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Una norma entrata in vigore l’1 gennaio 2014, riaccende le speranze degli irriducibili sostenitori del Tribunale di Nicosia, che hanno pensano alla costituzione di un comitato scientifico per la riapertura del tribunale il quale, riunitosi lo scorso 28 dicembre nello studio dell’avvocato Pino Matarazzo, ha approvato il progetto per la riapertura sperimentale del Tribunale di Nicosia.

La squadra di avvocati composta da Pino Matarazzo, Maria Fiscella, Pino Mazzara, Piergiacomo La Via, Angela Anello, Maria La Ganga, Giusy Tumminaro, Gianfranco Castrogiovanni, Aguto Mongioj, Cristina Fiore, Salvatore Timpanaro , Maria Pia Aria unitamente al commercialista Luigi Bellettati ed il luogotenente della Guardia di Finanza, Corrado Danti, partendo dalla norma  prevista dall’articolo 8 comma 4 bis, del decreto legislativo 155, che testualmente recita: “In via sperimentale il Ministro della Giustizia può disporre, nell’ambito di apposite convenzioni stipulate con le Regioni, che vengano utilizzati in tempo necessario immobili adibiti al servizio degli Uffici Giudiziari periferici della sezioni distaccate soppresse per l’esercizio di funzioni Giudiziarie nelle relative sedi. Le spese di gestione e manutenzione degli immobili, di retribuzione del personale di servizio, oggetto delle convenzioni sono integralmente a carico del Bilancio della Regione…” hanno approvato una bozza di progetto che, secondo il comitato, è perfettibile e modificabile dopo, ovviamente, un confronto approfondito soprattutto con gli operatori giudiziari.

La nostra non è una proposta campata in ariaafferma l’avvocato Piergiacomo La Via. La riapertura sperimentale del tribunale è un’ipotesi seria e realistica, prevista dalla legge. In concreto, secondo la bozza che abbiamo simulato, con l’utilizzo di 5/7unità lavorative, ci sarebbe la possibilità di trasferire a Nicosia, nell’ex palazzo di Giustizia, almeno il 90% delle funzioni giudiziarie che oggi svolgiamo ad Enna, con un costo abbordabile di circa 50/70 mila euro a carico della Regione. Intanto – continua La Via – si potrebbero celebrare tutti i processi monocratici penali e civili, con 100 udienze all’anno, le comparizioni dei coniugi nelle separazioni, le udienze GIP – GUP. Non si sposterebbero più avvocati, testimoni, imputati, parti private, verbalizzanti delle forze dell’Ordine, ma solamente un giudice ed un autista da Enna. Tutto ciò con un evidente risparmio di spesa pubblica e privata. Si potrebbe pensare anche ad una sorta di Procura decentrata, con un Sostituto Procuratore stabile a Nicosia, che coordina l’attività investigativa dell’ex circondario e serva da deterrente per i fenomeni criminogeni. Questa sorta di giustizia di prossimità adottata, in via sperimentale, se funziona – conclude l’avvocato La Via – potrebbe riaprire le porte ad un vero Tribunale della Montagna o dei Nebrodi, così come avevano sostanzialmente auspicato in maniera unitaria le comunità di Mistretta e Nicosia.

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