Ai domiciliari il 59enne di Rocca di Caprileone che avrebbe abusato della figlia minorenne di amici di famiglia, ristretto nel carcere di Barcellona dallo scorso 13 marzo. Il gip del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, ha concesso i domiciliari all’assistente scolastico, arrestato dagli agenti di polizia del commissariato di Capo d’Orlando, con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una quindicenne, affetta da deficit cognitivi. Stamattina, inoltre proseguirà l’incidente probatorio, iniziato lo scorso 5 aprile, dopo la richiesta del difensore Lo Presti, avente ad oggetto la sezione peritale, finalizzata a valutare la capacità della minore.

Nella richiesta, come si legge tra l’altro nell’atto, il legale dell’indagato chiede: “La perizia psichiatrica al fine di accertare la capacità a testimoniare della persona offesa in relazione alla testimonianza da acquisirsi e valutare se i vissuti emotivi siano compatibili con l’ipotesi di abuso, quindi richiede l’assunzione della testimonianza della persona offesa”. La scorsa udienza si è protratto per quasi tre ore l’incidente probatorio, con contestuale interrogatorio della quindicenne. Nel corso dell’udienza necessaria per cristallizzare le prove, la ragazzina, affetta da qualche disturbo cognitivo, avrebbe fatto emergere alcune incongruenze, peraltro già venute alla luce nel corso dell’interrogatorio di garanzia In particolare accusa e difesa, si sono confrontate su modi e tempi in cui sarebbero avvenuti i due episodi di violenza contestati all’indagato, e sugli orari riscontrati, anche attraverso le riprese di videocamere di sorveglianza presenti agli ingressi dell’istituto frequentato dalla parte offesa e lungo il tragitto tra Rocca e Capo d’Orlando.

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