lunedì - 16 luglio 2018
 
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Le città protette da San Giacomo Maggiore Apostolo

Capizzi e Galati Mamertino nella rete delle città jacopee siciliane

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Capizzi e Galati Mamertino nella rete delle città jacopee siciliane. I due centri nebroidei faranno parte del circuito di turismo religioso dedicato a San Giacomo Maggiore Apostolo. Oggi e domani, a Caltagirone, storia e tradizione saranno raccontate attraverso dibattiti e una Lectio magistralis di Paolo Caucci von Saucken, presidente del Centro italiano di studi compostellani su: “Senso, valore e memoria del pellegrinaggio a Santiago de Compostela”.

Obiettivo della rete, di cui faranno parte anche Caltagirone, Comitini, Gratteri, Messina – con le frazioni di Camaro e Itala Marina – e Villarosa, è quello di creare una rete delle città jacopee nella nostra Isola, ma anche scambi turistici tra la nostra regione e la Galizia. 

“Oggi – ha detto il presidente Musumeci – rendiamo omaggio a un’iniziativa di grande valore culturale, religioso e morale. Nel momento in cui le comunità e i popoli rinunciano facilmente al dialogo, qui si cerca, sotto l’egida di san Giacomo il Maggiore, il dialogo con nuove terre e nuove genti che possa creare legami indissolubili”.

Il presidente ha poi annunciato che sarà programmata una visita in Galizia nei prossimi mesi con l’obiettivo di formalizzare un’intesa tra le due Regioni unite dal comune protettorato di San Giacomo. “Sicilia e Galizia – ha aggiunto Musumeci – hanno tante cose in comune e vanno individuate. Questi obiettivi vanno consolidati in quello che possiamo chiamare un gemellaggio. In nome di San Giacomo chiederò ai rappresentanti della Galizia, di stipulare un’intesa che sia anche di scambi turistici tra i nostri e i loro neolaureati, di scambi commerciali e dunque anche in termini di crescita economica. Con la Spagna abbiamo alcuni secoli di storia comune, nel nostro dialetto siciliano c’è tanta Spagna così come nella nostra arte. Credo che la terra spagnola sia tra le poche d’Europa che possa considerarsi cugina di primo grado della nostra isola. O forse potremmo definirle figlie di una stessa madre ma di padri diversi”.

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