martedì - 25 settembre 2018
 
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Contestata la politica di gestione del litorale da parte del Comune

Capo d’Orlando, Legambiente: “Sbagliata la gestione della spiaggia”

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“Non provvedendo per tempo alla redazione del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo il Comune di Capo d’Orlando ha rinunciato alla possibilità di pianificare l’uso della spiaggia nell’interesse dei propri concittadini.Ci penserà un Commissario Regionale la cui azione, come emerge dalle dichiarazioni del governo regionale, sarà orientata da motivazioni di natura economica: fare cassa col rilascio delle concessioni”. Lo scrive in un comunicato Legambiente dei Nebrodi che contesta la politica di gestione del litorale da parte del Comune.

“Ciò significa – si legge – che dobbiamo aspettarci un’ulteriore proliferazione delle occupazioni del litorale per promuovere attività commerciali a danno della libera fruizione da parte dei bagnanti e della sua integrità e della sua qualità. Questo scenario, che non mancherà di provocare disagi e indignazione postuma nei cittadini, è peraltro incompatibile con lo stato della nostra spiaggia, soggetta da decenni a fenomeni di erosione che ne hanno ridotto la profondità e la cui ricostruzione ha richiesto consistenti risorse del bilancio comunale”.

Per Legambiente “l’approccio economico alla pianificazione della spiaggia è sbagliato in linea di principio ed anche beffardo da un punto di vista del bilancio pubblico: ricostruire una spiaggia in erosione costa circa 20 volte più di quanto la Regione può ricavare da una concessione. Siamo delusi per l’inadempienza del Comune, che può anche essere letta come una comoda deresponsabilizzazione, e preoccupati per il futuro del nostro litorale. Quella di Capo d’Orlando è sempre stata una spiaggia di grande valore per la natura dei sedimenti e per la sua comoda fruibilità, essendo vicina all’abitato ed agli esercizi commerciali stanziali. Trasformarla in una “baraccopoli” ne danneggerà l’immagine e lo stesso valore economico in quanto distruggerà l’indotto, costituito dalle numerose attività commerciali  a monte del lungomare, le quali subiranno concorrenza di chi si piazza in “prima fila” pagando meno di 2 euro per metro quadro”.

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