Se la crisi di governo dovesse portare alla conclusione prematura dell’esecutivo giallo-verde, gli automobilisti italiani potrebbero presto incorrere in un nuovo aumento del prezzo sui carburanti. Senza una legge di Bilancio, infatti, il rincaro scatterebbe a partire da gennaio 2020, a causa delle clausole di salvaguardia: un meccanismo che prevede l’aumento automatico delle entrate per migliorare la situazione dei conti pubblici nel caso in cui non si realizzino misure atte alla riduzione delle spese. Il loro obiettivo è di salvaguardare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti dal governo. Nel caso in cui non sia possibile ottenere il risultato previsto, le clausole andrebbero in automatico a incrementare il gettito fiscale, con conseguente aumento delle tasse per i cittadini.

Il triste scenario comporterebbe dunque un aumento dell’Iva dal 22% al 25,2% a partire dal primo gennaio 2020. Le cattive notizie non finiscono qui: oltre all’imposta sul valore aggiunto, ad aumentare sarebbero anche le accise sui carburanti, per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro. Le leggi di Bilancio approvate fino a oggi hanno consentito il blocco delle clausole di salvaguardia. Tuttavia, la caduta dell’attuale governo trascinerebbe con sé una situazione di tale incertezza per cui non si avrebbe il tempo di trovare le risorse necessarie a scongiurare l’ennesimo aumento delle imposte. Per evitarlo, il governo dovrebbe trovare 23,1 miliardi di euro entro il 31 dicembre 2019 e 28,8 miliardi entro il 31 dicembre 2021.

Oltre all’Iva ordinaria, che dal 22% passerebbe al 25,2% nel 2020 e fino al 26,5% nel 2021, aumenterebbero l’Iva ridotta, che dal 10% passerebbe al 13% nel 2020, e l’aliquota sui carburanti di modo che si possa produrre un incremento del gettito fiscale pari a 400 milioni di euro a partire sempre dal 2020. Dal primo gennaio del prossimo anno, dunque, i prezzi alla pompa di benzina, diesel, gpl e metano sarebbero destinati ad aumentare, raggiungendo cifre superiori che andrebbero a pesare ulteriormente sulle tasche degli automobilisti, già pesantemente svuotate da tassa di proprietà, assicurazione, immatricolazione e costi di gestione ormai sempre meno alla portata del cittadino medio.

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