Entra nel vivo il piano annunciato dall’Amministrazione di Castel di Lucio, guidata dal sindaco Pippo Nobile, che si è prefissata di riscuotere le tasse comunali, principalmente dai debitori “seriali”, cioè coloro i quali, da diversi anni, vivono alle spalle degli altri non versando molti dei tributi accumulando così precetti di accertamento. 

L’Organo di governo fa sul serio. Dopo aver espletato tutti gli adempimenti di carattere legale, stamattina è iniziato il distacco di alcune utenze idriche, in abitazioni private, nei confronti di titolari di un contatore che non risultano a posto con i pagamenti. Nell’elenco dei morosi, anche qualche attività commerciale che subirà lo stesso trattamento nei prossimi giorni alle quali, inevitabilmente, verrà revocata la licenza poiché senz’acqua verrebbero meno le condizioni igienico sanitarie essenziali. Un’azione incisiva che rende giustizia sociale ai cittadini corretti e puntuali nei pagamenti.

Il Comune Castel di Lucio prima di arrivare all’estrema decisione di sospendere la fornitura idrica, lo scorso marzo, aveva avviato l’iter di riscossione nei confronti di titolari di un contatore, raggiunti negli anni di avviso di accertamento, che non risultano a posto con i pagamenti relativamente agli anni che vanno dal 2012 al 2018, ai quali erano stati concessi ulteriori 30 giorni, dalla data di ricezione della raccomandata, per regolarizzare la propria posizione debitoria nei confronti dell’Ente.

Negli ultimi anni, anche a causa della grave crisi economica, gli utenti che non pagano regolarmente il servizio idrico ai Comuni sono aumentati. Di qui la necessità, da parte dell’Autorità, di trovare una soluzione sia per i fornitori del servizio idrico, chiamati a fare i conti con continue e diffuse situazioni di morosità, sia per gli utenti, che spesso non riescono a pagare. Molte volte i Comuni rispondono al mancato pagamento interrompendo l’erogazione dell’acqua, ma tali decisioni, per quanto legittime, non possono essere estese all’intera comunità. La tutela della salute, dell’igiene e delle esigenze alimentari da un lato, e la garanzia dell’equilibrio economico-finanziario dell’impresa dall’altro, impongono una soluzione diversa.

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Il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 29 agosto 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 241 del 14 ottobre 2016, ha deciso di diversificare il trattamento in base alle tipologie di utenza (domestiche residenziali, seconde case, commerciali) e di tutelare in ogni caso i soggetti che sono in condizioni socio-economiche disagiate. A questi ultimi, infatti, applicando la legge, il Comune di Castel di Lucio ha previsto che saranno garantiti in ogni caso 50 litri di acqua al giorno per persona, dopo aver individuato le «condizioni di documentato stato di disagio economico-sociale» in base alle quali gli utenti, che non sono in regola con i pagamenti, hanno diritto per l’appunto ai 50 litri di acqua a persona.