Riceviamo e pubblichiamo, integralmente, la nota stampa a firma dei consiglieri appartenenti al gruppo consiliare di minoranza, Alessandro Giordano, Fedele Nicolosi e Silvana Patti, nella quale, gli stessi, muovono una serie di accuse nei confronti dell’Amministrazione comunale di Castel di Lucio legate all’approvazione del Bilancio di previsione 2018:

“Nella seduta del consiglio comunale di Castel di Lucio del 17/11/2018, è stato esaminato il bilancio di previsione, si fa per dire, proposto dalla giunta municipale. Vale la pena rammendare che il nostro Comune, in quanto colpevolmente inadempiente, era stato commissariato dall’Assessorato Regionale competente. Le relative spese, ovviamente, saranno a carico dei cittadini castelluccesi.  Al netto di tutte le attenuanti esposte dal Sindaco per giustificare il ritardo con il quale si è provveduto a definire lo schema di bilancio da proporre al consiglio comunale, il vero motivo, emerso più volte nel corso del dibattito, è la difficoltà di trovare una quadratura, seppur traballante, del documento di pianificazione economica e di programmazione politica dell’Ente.

La posizione del gruppo di minoranza palesata in consiglio è molto chiara: “Quello presentato dall’amministrazione non era un bilancio approvabile”. Pur trattandosi di previsionale, abbiamo cercato di argomentare che a metà Novembre dovesse essere considerato alla stregua di un consuntivo e quindi essere molto prudenti, prevedendo entrate certe e non di difficile, per noi impossibile, realizzazione. Vedi i 95.000,00 euro previsti dalla vendita di immobili comunali e i 50.000,00 euro provenienti dalla vendita di legna derivante dal “Bosco Montagna”.
Ad oggi, oltre a non essere stato accertato nemmeno un centesimo in entrata, stando agli atti ufficiali, le procedure previste per la definizione di questi obiettivi dell’amministrazione comunale sono lontane dall’essere concluse entro il 31 dicembre.

Per questo e non solo, abbiamo preliminarmente proposto il ritiro dello schema approvato dalla giunta, al fine di rielaborarlo e renderlo, quantomeno, come impone la legge, un atto che rispetti il principio di veridicità. Avremmo voluto evitare un propabilissimo, a nostro avviso, disavanzo di amministrazione, con tutti i disagi che comporterà.
Conseguenze a danno dei cittadini attraverso la limitazione o la soppressione di alcuni servizi indispensabili. Entrando nel dettaglio del bilancio, si evince che l’amministrazione comunale e la maggioranza consiliare che la sostiene hanno intenzione di alienare parte del nostro piccolo territorio, prova ne è che hanno iniziato l’iter per vendere il fondo comunale sito in contrada “Calagioie”, proprio a ridosso del bosco Montagna. Dal documento finanziario pluriennale, si nota un taglio totale dei servizi ai cittadini e la mancata promozione del territorio, in compenso è stato previsto l’aumento del costo del servizio idrico per andare a coprire “i buchi” di quelli che l’acqua non la pagano. Non si prevede per il 2019 e 2020 un centesimo nell’apposito capitolo attinente la quota da versare al consorzio dell’Halaesa.

Il consorzio è un Ente legalmante e istituzionalmente riconosciuto, che ha un suo bilancio basato sul versamento delle quote dei comuni consorziati. Ha una sua organizzazione burocratica, dei dipendenti e degli uffici autonomi.  Tutto ciò comporta delle spese di gestione e il pagamento degli stipendi dei dipendenti. Sottraendoci a questo impegno è come se il parlamento Italiano approvasse una legge di bilancio che azzeri la quota da versare all’Unione Europea. Ovviamente, non avrebbe il parere favorevole degli Organi di garanzia e non verrebbe firmato dal Presidente della Repubblica. All’interno del bilancio, però, nonostante le difficoltà emerse, l’unica cosa a cui l’Amministazione vuole tenere fede è la convenzione con Enel Sole relativa all’illuminazione pubblica, prevedendo una cifra stratosferica, fuori da ogni parametro di mercato, in quanto il prezzo dell’energia deve uniformarsi ai prezzi Consip, come stabilito per legge.  Succede così che l’energia prodotta dal parco eolico ubicato nel nostro territorio viene pagata sulla base del valore di mercato, mentre l’energia che alimenta l’illuminazione pubblica la paghiamo secondo canoni sproporzionati.

In buona sostanza, compriamo l’energia a 10 e la vendiamo a 5. Questi e altri, che per motivi di sintesi non elenchiamo, sono stati gli argomenti che abbiamo posto all’attenzione dell’intero consiglio. Abbiamo presentato quattro emendamenti riquardanti anche l’istituzione di servizi agli anziani e contributi alle famiglie degli studenti universitari, che non erano stati inseriti nello schema di bilancio approvato dalla Giunta. Nonostante durante la seduta consiliare precedente, fossero stati, nel corso del dibattito sulla programmazione socio-assistenziale, unanimemente ritenuti essenziali. Ovviamente, le nostre proposte emendative sono state bocciate.  Di contro, abbiamo votato i due emendamenti della maggioranza, dei quali uno sostanzialmente uguale ad almeno uno dei nostri.

Chiudiamo rivolgendoci a tutti coloro che hanno avuto da ridire sul nostro comportamento nel corso della seduta consiliare.  Noi pensiamo di aver svolto il nostro dovere con scrupolo e serietà. La durata della riunione sta lì a dimostrare il nostro impegno nel preparare l’argomento basilare dell’attività amministrativa. Abbiamo incalzato la Giunta e la sua maggioranza come è normale e fondamentale in una logica di dialettica democratica. Non abbiamo mancato di rispetto, nè tantomeno offeso, nessuno. Abbiamo, soltanto, chiamato ognuno a rispondere degli atti e dei pareri ufficiali espressi, che, fino a prova contraria, sono ancora opinabili”.

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