Un’antico portale di una chiesetta di campagna nella prossima periferia di Castel di Lucio, scarnificata dalla chiave di volta, in pietra, risalente al 1849. Un furto scoperto da un giovane del luogo con la passione per l’arte e la storia castelluccese che ha reso pubblico il crimine “postando” l’immagine del portale, devastato, sulla propria bacheca Facebook. Sulla vicenda indagano i carabinieri della locale stazione, coordinati dal maresciallo Matteo De Paola.

E’ accaduto in contrada Spirito Santo, a qualche chilometro dal centro abitato, a danno dell’omonima chiesetta, risalente al 1500, nei pressi della quale passa l’antica mulattiera che collegava il piccolo centro montano alla Città di Mistretta. Ignoti, secondo le informazioni raccolte dai carabinieri, avrebbero trafugato il la chiave di volta, raffigurante la colomba dello Spirito Santo ai lati della quale era inciso l’anno di realizzazione (1849), lo scorso autunno, considerato che fino ad allora, il pezzo rubato era posizionato al proprio posto, secondo quanto testimoniato dello stesso giovane che si è accorto del furto

La chiesetta di campagna la quale fino a pochi anni a dietro, il giorno della Pentecoste, era meta di pellegrinaggio, versa in uno triste stato di incuria e abbandono, in completa balia degli agenti atmosferici che, con il passare del tempo, hanno quasi abbattuto l’antica struttura, oggi alla mercé di vandali e balordi. Incuria, vandalismo, distruzione volontaria e furto sono le piaghe che affliggono il patrimonio culturale in quelle situazioni in cui, nel corso degli anni e dei decenni, nessuno ha investito in una azione di controllo e di cura. Le conseguenze, poi, fanno notizia e allora tutti ad indignarsi per qualcosa giudicata ingiusta o sbagliata.

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