Pronti ad occupare, pacificamente e ad oltranza, l’aula consiliare del Comune se non viene dato un chiaro segnale di sblocco. E’ la decisione presa dalla buona parte degli allevatori di Castel di Lucio, in sede di un incontro informale organizzato ieri sera presso i locali della biblioteca comunale.

Una forma di protesta che pone l’accento sul grave disagio che tante aziende, del settore agro-zootecnico, stanno patendo in questi anni a causa del mancato pagamento delle misure a superficie previste nel Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020. Ritardi nei pagamenti, da parte di Agea, che, in gran parte dei casi, sfiorano i 4 anni, nelle specifiche misure 11 e 12, per le quali l’Agenzia per le erogazioni, negli ultimi 48 mesi, in agricoltura ha versato solo il 20% dell’importo spettante.

Gli allevatori castelluccesi lamentano la condizione assurda che li costringe, in sede di redazione di domanda di aiuti, ad assumere un impegno a fronte di un indennizzo. Impegno, bilaterale, puntualmente disatteso dall’Ente erogatore. Per ciò che riguarda, ad esempio, la misura che prevede il sostegno al mantenimento e allo sviluppo dell’agricoltura biologica, finalizzato ad incrementare la superficie agricola regionale condotta con tecniche colturali sostenibili, in capo agli agricoltori pesa un’anticipazione di spesa che si aggira intorno al 13-15%, per cui è previsto un indennizzo il cui valore è variabile in funzione delle colture praticate dal richiedente. Indennizzo che tarda ad arrivare mettendo in serie difficoltà l’intero comparto e le singole aziende, oggi sulla soglia del collasso.

“Abbiamo affrontato tutte le principali questioni che congiuntamente stanno soffocando gli allevamenti dei nebrodi – afferma Placido Iudicello, uno degli allevatori organizzatori della protesta. La perdita del valore del mercato agricolo alla produzione, i ritardi di 4 anni nei pagamenti Agea, la nuova “stretta” sanitaria sulle aziende zootecniche, il cui adeguamento normativo è fuori dalla portata economica delle aziende, costituiscono una grave minaccia per le nostre aziende. Dobbiamo necessariamente prendere posizione. Una posizione dura a difesa dei nostri interessi, delle nostre famiglie e dell’economia dell’intero territorio”.

Situazione esplosiva, per lo stesso motivo, anche a Nicosia dove, dallo scorso 19 giugno, gli allevatori si sono trincerati dentro l’aula consiliare del Comune, sostenuti anche dal primo cittadino Luigi Bonelli  in e dall’assessore all’agricoltura Gianfranco Castrogiovanni i quali riconoscono la protesta e sposano la causa degli allevatori per i quali, nel recente passato, si sono adoperati sostenendo gli incontri con l’ex ministro dell’agricoltura Martina e l’attuale assessore regionale Bandiera, senza però ottenere sostanziali risultati. Numerose le visite in assessorato e gli incontri con i funzionari regionali che però non hanno sortito alcun risultato concreto.

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