venerdì - 19 gennaio 2018
 
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"I miei concittadini hanno diritto ad informazioni corrette"

Cerami, sul Ponte di Cicerone precisazioni del sindaco Pitronaci

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Il sindaco di Cerami, Michele Pitronaci, ci tiene a precisare alcuni aspetti sulla vicenda della messa in sicurezza del Ponte di Cicerone o Ponte Vecchio.

“Ritengo che sull’argomento i miei Concittadini abbiano diritto ad informazioni corrette e complete circa il lavoro svolto e i finanziamenti per il Ponte Vecchio. Dopo una serie di annunci autoreferenziali, un improvvisato cronista ceramese insiste ancora sui nomi degli autoproclamatisi “vincitori” nella vicenda Ponte Vecchio, quasi fosse un gioco di società, nonché sui puerili tentativi di qualcuno di ritagliarsi una fetta di notorietà. Riporta perfino l’ultima impresa del consigliere Cacciato Silvestro, che sull’argomento pare abbia ritenuto opportuno questuare il favore del Sindaco di Troina, piuttosto che espletare il mandato conferitogli dagli elettori in consiglio comunale, dove non ha speso una parola e ha omesso qualsiasi iniziativa sull’argomento: infatti, atti alla mano, in quasi cinque anni non ne ha ancora promosso neppure una, né su questo né su qualsiasi altro tema di interesse pubblico. Il bravo cronista, poi, tace del tutto circa l’impegno dell’amministrazione comunale, riportando dichiarazioni di una presunta inerzia in proposito, all’insegna del metodo – ormai costantemente praticato – secondo cui non riuscendo a spiccare sugli altri per propri meriti, si prova a denigrarli. Concludono il quadro le dichiarazioni del professor Paolo Giansiracusa il quale, con palese soddisfazione, avrebbe dichiarato la sconfitta delle istituzioni e dispensato vittorie e meriti.
Ebbene, che piaccia o meno, il nostro impegno per la messa in sicurezza del Ponte Vecchio è stato costante fin dal principio, stante che dopo avere interpellato tutte le amministrazioni, a vario titolo competenti, le quali tacevano o discaricavano la propria responsabilità, e dopo che l’Assessorato regionale ai BB.CC.AA. aveva liquidato la questione comunicando la mancanza di fondi, il Comune si è perfino adoperato per un intervento sostitutivo con fondi propri. Quando ho appreso con piacere del finanziamento in via di somma urgenza, pensavo che finalmente l’Assessorato avesse dato seguito alla mia istanza, risalente a circa due anni prima. Ho appreso poi che altri ci avevano “messo la coppola”. Va bene lo stesso, prendiamo per buona la notizia data dalla voce della verità di facebook. Tengo, però, a precisare che le mie sono state sempre interlocuzioni istituzionali, l’unica strada maestra conosciuta e sempre percorsa dalla mia amministrazione. Non si è trattato di richieste di favori agli amici, né ai compagni, né agli sponsor elettorali. Proprio per questo dico al professore che quando proclama la sconfitta delle istituzioni ha proprio ragione: quando un’istituzione – vale a dire l’Assessorato ai Beni Culturali – decide di chiudere le porte ad un’altra istituzione – cioè al Comune di Cerami – e di aprirle all’interessamento del Sindaco di Troina a tre settimane dalle elezioni regionali, allora la normale dialettica istituzionale ha proprio fallito e ha vinto la logica “dell’interessamento” e del favore. Ma ha perso anche la legalità! Si, professore, proprio quella stessa legalità di cui spesso ci si riempie la bocca ad ogni piè sospinto è assolutamente inconciliabile con la logica dell’interessamento e del favore.

Caro professor Giansiracusa, nella vicenda Ponte Vecchio l’unica richiesta di finanziamento all’Assessorato BB.CC.AA. pienamente rispettosa del corretto rapporto istituzionale e della legalità è quella che io ho firmato circa due anni fa, che mi piace pensare sia quella che l’Assessorato abbia voluto esitare. Di questo i suoi contatti ceramesi certamente non l’hanno informata e di loro oramai non mi stupisco più. Mi stupisco, invece, di chi dovrebbe essere un po’più prudente e accorto. Aggiungo che siamo sempre stati consapevoli che il Ponte Vecchio abbisogna di un intervento ben più costoso di quello disposto in somma urgenza, come abbiamo puntualmente chiarito nel corso di vari incontri tenutisi tra la mia amministrazione, i professionisti ceramesi che ci hanno collaborato e la Soprintendenza, proprio in vista di un progetto di intervento completo e definitivo. Forse sarà sorpreso di sapere queste cose, ma se avesse interloquito anche con il sottoscritto piuttosto che esclusivamente con i suoi fans locali (l’ironia è tutta per loro) e ovviamente non su facebook (dalla cui frequentazione costante mi ritengo libero), sarei stato ben lieto di informarLa e di ricevere il Suo prezioso consiglio. Quanto alla raccolta di fondi pro Ponte Vecchio, il conto bancario indicato dal Comune per l’accredito delle generose offerte pubblicamente promesse da Lei, dal Sindaco Venezia e da altri, è rimasto vuoto, anche nel momento in cui non si profilava alcun intervento finanziario della Regione ed il Comune si era fatto carico di ogni onere di intervento, di progetto, di acquisizione delle autorizzazioni, dei pareri e dell’indizione delle conferenze di servizio con l’ente proprietario e con la Soprintendenza. Mi chiedo il perché, visto che l’IBAN era esatto…

Caro Fabio Venezia, ti ringrazio per il risultato. Ti invito a riflettere sul metodo. Ti sarò sempre grato quando vorrai spendere ancora le tue efficaci intercessioni per il mio Comune – magari nella primavera prossima, prima delle elezioni nazionali e dunque prima che cambi il governo a te vicino – ma se non ti è di troppo incomodo, fammelo sapere! In questo modo anche l’istituzione che rappresento potrà contribuire, creando un corretto rapporto istituzionale con “i tuoi canali”. Così facendo otterrai anche il risultato collaterale di evitare che il tuo impegno sia beceramente strumentalizzato da chi ora rivendica paternità spurie e millanta impegni pluriennali, perché – ne sono certo – questo non era tra i risultati univoci e senza secondi fini da te perseguiti con questa iniziativa. Noi continueremo comunque a ricercare i rapporti istituzionali all’insegna del reciproco rispetto, nella convinzione che il nuovo governo regionale risponda alle legittime istanze delle istituzioni, piuttosto che a “interessamenti” non meglio definiti, di cui è stata data notizia. Mi ripropongo di non replicare sull’argomento, avendo ovviato alla disinformazione. In altra sede renderò merito ai cittadini ceramesi che si sono spesi disinteressatamente e hanno dato tutta la loro collaborazione per salvare il Ponte Vecchio. Ai miei Concittadini, infine, dico che tutto quanto sopra è documentato ed andava precisato a beneficio di quanti di loro hanno sempre avuto e non vogliono perdere la consapevolezza che la mia attenzione è costante sui problemi di Cerami”.

Il sindaco Pitronaci racconta anche come dietro questa vicenda ci sia la “storia di un impegno comune”, per cui ringrazia chi a vario titolo è stato coinvolto, nella vicenda. “Sento il dovere di ringraziare pubblicamente alcuni cittadini ceramesi e non, che hanno profuso il loro impegno e le loro professionalità, in un moto spontaneo, a titolo assolutamente gratuito e soprattutto rifuggendo schiamazzi e protagonismi personali, dando un contributo reale, concreto, rilevantissimo e altamente professionale per salvare dalla rovina l’antico ponte. L’idea di mobilitarsi in prima persona nasce nel corso di un incontro tra il Presidente del Consiglio comunale Augusto Mongioj e l’ing. Alberto Galvagno, non nuovo ad iniziative del genere a beneficio del patrimonio culturale ed architettonico di Cerami, che si dimostra convinto della fattibilità dell’intervento con una spesa contenuta. Le premesse non erano delle migliori: il Comune non aveva e non ha competenza per un intervento diretto su un bene che non gli appartiene; la Soprintendenza avvertiva che l’intervento era di competenza del Demanio Regionale delle Trazzere, il quale avrebbe dovuto chiedere la sua autorizzazione; l’Ente proprietario affermava di non avere fondi. Si profila subito la necessità dell’intervento di un architetto, per cui giunge immediata ed entusiasta la disponibilità dell’arch. Gian Antonio Lo Guzzo. Dopo un primo vaglio della situazione, i due professionisti, unitamente al sottoscritto Sindaco e al Presidente del consiglio comunale, nel rispetto delle competenze istituzionali sottopongono il loro lavoro preliminare e gli interventi ipotizzati ai vertici degli uffici della Soprintendenza BBCCAA di Enna, che colgono immediatamente lo spirito e la serietà dell’iniziativa e la competenza che emerge dai calcoli progettuali dell’ing. Alberto Galvagno, dagli elaborati grafici e dallo studio storico architettonico dell’arch. Lo Guzzo, dando l’avallo di massima alla prosecuzione della progettazione. Rigide e onerose le raccomandazioni: oltre ai calcoli e agli elaborati progettuali, indicati come assolutamente necessari e propedeutici a qualsiasi intervento anche di mera messa in sicurezza, è imposta una relazione geologica, una analisi di laboratorio sui materiali, una consulenza agronomica per gli interventi di rimozione della vegetazione e perfino una relazione archeologica. Per la relazione geologica dà la propria disponibilità il geologo dott. Sebastiano Martino Intili, che si prodiga anche per le analisi di laboratorio delle malte e dei materiali e per la consulenza e la relazione agronomica altri professionisti si mettono a disposizione. Quanto alla relazione archeologica, pur dubitando fortemente della sua assoluta necessità (infatti poi smentita dal Soprintendente), l’Amministrazione comunale si adopera per ricercare un archeologo.

Sotto il profilo finanziario, il Comune aveva già stanziato in bilancio la somma di €. 8.000,00, per le prime spese di intervento. Confidando anche sulle promesse di donazioni pubblicamente effettuate da alcuni privati cittadini, l’Amministrazione mette in programma il reperimento degli ulteriori fondi necessari per completare l’intervento di messa in sicurezza. Contemporaneamente ci si adopera per dirimere le pastoie burocratiche che impediscono al Comune un intervento diretto. Giunge a tal fine provvidenziale la competenza e la conoscenza della macchina burocratica regionale della nostra concittadina Lucia Mancuso, messasi immediatamente a servizio della nostra causa, grazie alla quale si crea un filo diretto tra il Presidente del Consiglio comunale e il Dirigente del Demanio Trazzere della Regione Sicilia, ing. Maurizio Oddo, il quale, previa verifica dell’esatta ubicazione del ponte nell’area di competenza del suo ufficio, rapidamente eseguita anche grazie alla documentazione approntata ed inviata dall’arch. Lo Guzzo, si dichiara pronto a partecipare ad una conferenza di servizi con la Soprintendenza e il Comune, da indire a Cerami.
Nel frattempo si susseguono i sopralluoghi e i rilievi tecnici eseguiti dal geom. Carmelo Sutera e dall’arch. Lo Guzzo, che esegue anche i disegni architettonici particolareggiati e di estremo dettaglio del ponte, oltre ai rilievi fotografici e filmati, anche con l’ausilio di un drone, grazie al professionista del settore Epifanio Chiovetta.
I tecnici si rendono conto che il recente cedimento subìto dal ponte non è il danno più grave: vi è una preoccupante fenditura sotto l’arcata, alla sua base è in procinto di staccarsi una pietra angolare, mentre la pavimentazione della parte sommitale è stata asportata, probabilmente per agevolare il transito veicolare, con la conseguenza che l’acqua piovana penetra all’interno del ponte. Dalla ricerca dell’arch. Lo Guzzo su documenti fotografici, risalenti a qualche decennio addietro, emerge che il danno più grave è alquanto risalente nel tempo e che l’asportazione parziale della pavimentazione risale ad almeno venticinque anni fa. Si valuta, dunque, di estendere la progettazione e l’intervento a tutto il ponte e non solo alla parte recentemente danneggiata, in vista di future disponibilità finanziarie maggiormente adeguate. Nel frattempo anche l’architetto ennese Maurizio Campo offre la propria competenza e trentennale esperienza e con lui si pianifica un ulteriore riunione con la Soprintendenza. Giunge, nelle more, la notizia che il finanziamento dell’intervento di somma urgenza da parte della Soprintendenza, già da tempo richiesto, è stato stanziato. Si torna, dunque, alla Soprindentenza per valutare quale sia l’apporto che la nostra squadra può ancora dare. Scopriamo che la Soprintendenza può intervenire con un semplice computo delle spese, affidando i lavori ad una ditta specializzata, senza necessità delle relazioni, dei progetti, dei pareri e delle consulenze richiesti al Comune. Meglio così, purché si raggiunga l’obiettivo! Per accelerare l’intervento e non potendo più adoperarci in prima persona offriamo ai tecnici della Soprintendenza tutto il lavoro fino a quel momento svolto. Non possiamo più fare altro, ma il Soprintendente ci invita a non smobilitare, perché teme che con i limitati fondi stanziati non riuscirà a fare molto e sarà necessario comunque un ulteriore impegno di risorse umane e finanziarie.
E’ stata una magnifica mobilitazione dei privati che hanno operato in perfetta sinergia con l’amministrazione pubblica per il raggiungimento dell’obiettivo, a titolo – ripeto – assolutamente gratuito. Impegno disinteressato che finora è rimasto nell’ombra, senza neppure un pubblico riconoscimento che ho voluta dare adesso. Siamo certi che l’esperienza dovrà essere ripetuta (o forse ripresa da dove è stato necessario fermarci).
A tutti coloro che hanno contribuito, a nome mio personale e, soprattutto, a nome della cittadinanza tutta di Cerami e di quanti paventavano la rovina del ponte, un sentito ringraziamento per la dedizione e la professionalità profusa”.

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