Un decreto ingiuntivo al quale la passata Amministrazione comunale non ha fatto opposizione sarebbe costato 220 mila euro all’Ente, e quindi ai cittadini, se tale provvedimento non avesse incontrato l’attenzione dei Commissari straordinari, in forza da qualche mese al Comune di Mistretta.

Lo scorso ottobre una ditta alla quale era stato affidato il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti urbani, ingiunge al Comune di Mistretta di adempiere l’obbligazione del pagamento di diverse fatture per un importo che si aggira intorno a 300 mila euro, entro il termine di quaranta giorni dalla notifica, avvertendo l’Ente che entro lo stesso termine avrebbe potuto proporre opposizione e che, in mancanza, si sarebbe proceduto ad esecuzione forzata.

Il decreto ingiuntivo non viene opposto dall’Amministrazione comunale, la stessa che fino a quel momento aveva, quasi sempre, fatto “resistenza” a procedimenti di ingiunzione affidando incarichi legali e intraprendendo diverse azioni di recupero, in certi casi, poco convenienti sotto un profilo meramente economico.  Il provvedimento senza alcuna proposta di opposizione, acquista efficacia di giudicato non solo in ordine al credito azionato, ma anche in relazione al titolo posto a fondamento dello stesso, precludendo in tal modo ogni ulteriore esame delle ragioni addotte a giustificazione della relativa domanda

Il Comune di Mistretta aveva già pagato fatture per 220mila euro prima dell’ottobre 2o18. Prima, per essere chiari, che venisse avviato il provvedimento di adempiere l’obbligazione.  La procedura di esecuzione forzata del credito con il deposito in cancelleria del ricorso per decreto ingiuntivo infatti risale ad ottobre. Con la stessa il titolare del credito ingiunge al Comune amastratino di adempiere l’obbligazione del pagamento di 300 mila euro quando, in realtà, il credito certo, liquido ed esigibile dalla ditta è di 80 mila euro. Il  titolare del credito, in buona sostanza chiedeva 220 mila euro in più, l’Amministrazione non ha fatto opposizione al decreto ingiuntivo e nemmeno gli Uffici, pare, si siano accorti della macroscopica pretesa creditoria illegittima.

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Secondo indiscrezioni trapelate dal Comune di Mistretta, l’attento esame dei Commissari sul decreto ingiuntivo ha evitato il peggio. I Funzionari ministeriali accortisi dell’evidente irregolarità, che avrebbe danneggiato pesantemente il Comune amastratino, sarebbero intervenuti presso il legale rappresentante della ditta creditrice ed il confronto sembrerebbe aver avuto esiti positivi ed evitato all’Ente di sborsasse una somma (220 mila euro) che, carte alla mano, era già stata pagata.