Continua la decisa reazione dei pastori siciliani i quali, emulando gli allevatori che lo scorso venerdì a Poggioreale, sulla incisiva scia dei pastori sardi, hanno protestato contro il modesto prezzo del latte riversandone circa 3000 litri per le strade. Stamattina l’azione di protesta si ripete a Dittaino, presso il Sicilia Outlet Village, luogo in cui, circa un migliaio di allevatori, hanno reiterato l’eclatante gesto riversando altrettanti migliaia di litri di latte sull’asfalto, per protestare contro il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli.

“Una situazione insostenibile – dichiara Carmelo Rando Galati, presidente dell’Associazione Unione Allevatori Sicilia – Gli accordi fatti dalla Comunità Europea con Stati Africani e dell’Est Europeo, i quali prevedono export di prodotti tecnologici in cambio di import di prodotti agricoli, di fatto, ha massacrato le nostre aziende agricole, rimaste prive della tutela minima che potesse garantire la loro sopravvivenza. La tassazione italiana del 67%, rimane ben lontana dal 10% medio della Romania e del 3% del Nord d’Africa. Questo – conclude il rappresentante di categoria – pone le nostre aziende in netto svantaggio concorrenziale, eppure, a tutt’oggi non vediamo un impegno serio da parte del Governo a risolvere questa disparità”.

Le rivendicazioni degli allevatori siciliani, legate anche al prezzo del latte nell’Isola, saranno al centro anche di un incontro che il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha organizzato, nel Palazzo d’Orleans a Palermo, martedì 19 febbraio. Per l’amministrazione regionale saranno presenti l’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera, il dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Carmelo Frittitta e i responsabili della sanità veterinaria. Sono stati invitati a partecipare l’Associazione italiana allevatori, Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri. “Condivido – evidenzia il governatore Nello Musumeci – la preoccupazione del comparto zootecnico e ritengo sacrosanta la civile protesta. Martedì vorrò raccogliere le loro istanze e trasferirle su un Tavolo di confronto con il ministero per le Politiche agricole. Serve fare squadra ed evitare che nella filiera si possano determinare comportamenti sleali, a danno dei produttori onesti”.

“In Sicilia come in Sardegna c’è massima attenzione da parte del Movimento 5 Stelle e del governo sulla protesta dei pastori per il prezzo del latte – spiega Antonio Lombardo, portavoce siciliano del MoVimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura alla Camera. Sono stato a Poggioreale, in provincia di Trapani, proprio sui luoghi della protesta per ascoltare i pastori siciliani e raccontare loro il lavoro che stiamo facendo in commissione Agricoltura, di sponda con il ministero. La crisi del prezzo coinvolge migliaia di aziende in Sicilia e anche in questo caso stiamo lavorando contemporaneamente su due fronti: affrontare in tempi brevissimi la crisi attuale e sciogliere i nodi strutturali e le storture della filiera che hanno prodotto le gravi difficoltà in cui operano migliaia di allevatori e le loro famiglie. In commissione Agricoltura, in particolare, stiamo portando avanti una risoluzione sulla tracciabilità che verrà approvata, ci auguriamo, la settimana prossima. È fondamentale avere una stima certa della produzione e delle giacenze dei prodotti, così da poter disporre di un quadro completo, scongiurando il rischio di frodi” conclude il deputato del Movimento 5 Stelle”.

Intanto, sale la tensione tra pastori e Governo nazionale sul prezzo del latte ovino, dopo il rifiuto dei pastori sardi dell’ ultima proposta al tavolo nazionale di filiera sul pecorino, convocato al Viminale, che prevedeva il prezzo di 70 centesimi al litro, con l’auspicio che con il ritiro delle forme in eccedenza entro tre, quattro mesi il listino si alzi a un euro. Il prezzo però non soddisfa ancora i lavoratori che stanno esprimendo rimostranze.

Leggi anche:  Mistretta andrà al voto il 28 aprile?

Il vice premier Matteo Salvini, intervenuto alla presentazione del Rapporto di Agromafie 2018, a proposito della riunione convocata al Viminale con tutte le parti interessate alla protesta degli allevatori in Sardegna ha dichiarato: “Da 60 centesimi a un minimo di 1 euro al litro, è questo dove spero di arrivare questa sera e non mi alzerò dal tavolo sul latte fino a quando non lo ottengo. In Sardegna – continua il Ministro – si deve poter tornare a mungere, vendere e viaggiare in macchina e non tollero che per altre settimane ci siano strade bloccate. Quanto al contrasto alle agromafie occorre verificare la filiera, la tracciabilità, tutelare le aziende sane che sono il 99% e andare a beccare i delinquenti. A monte di tutto, poi, c’è la difesa del made in Italy in sede Ue, perché la contraffazione è un incentivo alla criminalità organizzata”. Per l’Italia, “l’agricoltura – ha aggiunto Salvini – è come il petrolio per l’Arabia Saudita”.

Nel frattempo è fumata nera al tavolo di filiera convocato dalla Regione Sardegna a Cagliari per cercare una soluzione per il crollo del prezzo del latte ovino pagato ai produttori. Nessun accordo raggiunto tra industriali, consorzi e pastori dopo oltre quattro ore di riunione, mentre in Sicilia, la politica impegnata a mettere assieme i cocci della maggioranza, resta disinteressata e silenziosa.