“Attenzione a non travisare il messaggio”. Comincia così la risposta del deputato regionale del Movimento 5 stelle, il messinese Antonio De Luca, lasciata nella pagina Facebook del nostro giornale, in cui spiega le sue ragioni in merito al Protocollo di Legalità, ideato dall’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, che hanno scaturito un vespaio di polemiche.

Il deputato infatti aveva attaccato il Protocollo ritenendolo dannoso nei confronti delle piccole aziende agricole. Le frasi hanno scaturito la reazione di Antoci e del sindaco di Troina Fabio Venezia, sentito ieri pomeriggio dalla commissione regionale antimafia dell’Ars a Messina, dopo le denunce del primo cittadino sulla mafia dei Nebrodi.

De Luca prova a correggere il tiro: “In antimafia abbiamo condotto un’audizione che non aveva come oggetto il Protocollo Antoci. L’audizione, durante il suo evolversi, ha toccato tanti argomenti, tra cui la normativa nazionale, il ruolo delle prefetture, la burocrazia, Agea e anche il Protocollo e molti altri aspetti. A margine dell’audizione il colloquio è proseguito. L’obiettivo non è quello di distruggere il Protocollo Antoci (ci mancherebbe), né la normativa nazionale. L’obiettivo è semplicemente quello di rendere gli strumenti sempre più adatti alla realtà a cui si rivolgono e quindi da un lato a consentire il raggiungimento puntuale degli obiettivi per cui sono stati progettati e dall’altro quello di non incidere negativamente (anche in termini burocratici) sulle piccole economie agricole e zootecniche che oggi vivono una grave crisi. Questo al fine di consentire che lo Stato sia percepito come un alleato e mai come un nemico e intraprendere un percorso che semini in maniera definitiva la cultura della legalità sui nostri territori”.

Il deputato poi lancia una piccola stoccata ai giornali: “Ovviamente mi rendo conto che non è un argomento semplice da sciorinare in un comunicato stampa di poche righe (ma anche che a volte le testate amano appesantire il titolo rispetto al reale contenuto per attirare l’attenzione dei lettori)”.

Il parlamentare ha inviato anche una nota stampa dove ribadisce la sua posizione. “Il protocollo Antoci rappresenta indubbiamente un punto importante nella lotta alla mafia rurale e siamo d’accordo con lo stesso Antoci sulla necessità di porre condizioni ancora più puntuali per stroncare la criminalità nelle campagne. Morale, lo Stato stia al fianco dell’agricoltura e della zootecnia, e mai un freno. Sappiamo benissimo – sottolinea il deputato – che le lungaggini burocratiche e le tempistiche delle erogazioni dei fondi a sostegno delle imprese, dipendono da molteplici fattori e in particolare dalla struttura di Agea. Quello che ci preme sottolineare è che occorre rendere gli strumenti sempre più adatti alla realtà a cui si rivolgono e quindi da un lato a consentire il raggiungimento puntuale degli obiettivi per cui sono stati progettati e dall’altro quello di non incidere negativamente (anche in termini burocratici) sulle piccole economie agricole e zootecniche che oggi vivono una grave crisi”– conclude De Luca.

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