“Il mare non ha confini amministrativi e quindi la depurazione del nostro Comune interessa tutta la costa, tutti i comuni limitrofi, quindi sarebbe oppurtuno se anche gli altri comuni vicini potessero adeguare e rendere efficienti i loro impianti di depurazione”, facciamo nostre le parole pronunciate dal sindaco Bruno Mancuso nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto di potenziamento dell’impianto di depurazione consortile dei Comuni di Sant’agata di Militello e Acquedolci”.

Lo afferma Salvatore Gurgone, segretario di Legambiente Nebrodi Circolo “Tiziano Granata” e dell’Osservatorio sui depuratori e la qualità delle acque di balneazione della fascia tirrenico-nebroidea, promosso e costituito dallo stesso Circolo, presente alla conferenza stampa del nuovo progetto del depuratore consortile di Sant’Agata Militello – Acquedolci.

L’esponente di Legambiente si mostra soddisfatto in quanto “il nuovo impianto prevede, per la linea acque, una fase di pretrattamento del refluo in entrata, la sedimentazione primaria, le vasche di ossidazione a fanghi attivi, una sedimentazione secondaria e la disinfezione finale con scarico a mare tramite la condotta sottomarina. Per quanto riguarda invece, la linea fanghi, essa è costituita da delle vasche che permettono la disidratazione e l’ispessimento del materiale di risulta proveniente dalla fase di degradazione batterica aerobica, mentre per l’abbattimento degli odori molesti, è stata predisposta l’installazione di biofiltri a carboni attivi. La dimensione dell’intera struttura è stata calcolata per servire 30.000 Abitanti Equivalenti e le tecnologie utilizzate sono quelle indicate dal Testo Unico Ambientale, al fine di rispettare i valori limite tabellari del refluo in uscita stabiliti dalla normativa. Ciò consentirà ai due Comuni di uscire dalla procedura d’infrazione che la Corte di Giustizia Europea ha inflitto all’Italia nel Giugno 2018 per l’inadeguata o mancata depurazione delle acque reflue urbane e ribadita nel Marzo di quest’anno con il deferimento da parte della Commissione Europea alla stessa Corte.

Come Legambiente Nebrodi – ha concluso Gurgone – auspichiamo che anche gli altri Comuni ricadenti nel nostro territorio, sia costiero che montano, si attivino per adeguare gli impianti esistenti e costruire quelli mancanti, così da rendere efficiente ed efficace la depurazione delle acque reflue urbane e contribuire all’ottenimento e mantenimento di un buono stato di qualità delle acque fluviali e marine”.

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