domenica - 23 settembre 2018
 
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Secondo gli ambientalisti sono 80 i comuni siciliani non a norma

Depurazione, Legambiente: “Sant’Agata e Capo d’Orlando comuni non in regola”

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“In Sicilia sono ben 80 i comuni fuori regola a causa dei quali è scattata l’infrazione. I comuni costieri di Sant’Agata Militello, Capo d’Orlando, Gioiosa Marea, Patti e Furnari rientrano tra questi. Il fatto, di per sé grave, è ancora più insopportabile dal momento che la Regione, nonostante i numerosi quanto inutili commissariamenti, non è riuscita ad utilizzare i finanziamenti europei destinati all’adeguamento degli impianti di depurazione, e perciò rischia di dovere restituire all’Europa le somme stanziate”.

Lo afferma Legambiente Nebrodi che commenta così la notizia che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a pagare una maxi multa di oltre 30 milioni di euro per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie ad assicurare un’adeguato funzionamento degli impianti di depurazione delle acque.

“Arrivare alla stagione estiva con problemi di inquinamento delle acque di balneazione è delittuoso – afferma Salvatore Gurgone, segretario del Circolo Nebrodi “Tiziano Granata” – sia perché così si mette a rischio la salute dei cittadini sia per le ricadute negative sul turismo balneare, specie in un momento nel quale le congiunture internazionali dirotteranno verso la Sicilia consistenti flussi di visitatori”.

“Se da una parte questa situazione è frutto di insufficienze e ritardi della burocrazia regionale, è altrettanto vero che le Amministrazioni dei nostri comuni costieri non hanno mai assunto come priorità la tutela delle acque di balneazione dall’inquinamento. Piuttosto – continua l’esponente di Legambiente – si blatera di turismo per giustificare la previsione di opere faraoniche o comunque distruttive dell’equilibrio delle spiagge e della qualità del paesaggio, oppure per occupare il demanio marittimo o per promuovere l’organizzazione di sagre, feste paesane e movida”.

“Prima di pensare alla costruzione di porti turistici e di strade lungomare, a nuove urbanizzazioni a ridosso delle spiagge – conclude Salvatore Gurgone i comuni farebbero bene a garantire la qualità delle acque di balneazione ai propri cittadini (che per questo motivo pagano le tasse sulla depurazione) ed ai turisti che giungono fin qui sperando di trovare un ambiente salubre ed un paesaggio diverso da quello delle metropoli”.

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