Castel di Lucio – In periodi in cui i tassi di disoccupazione sono alle stelle, in cui l’economia non accenna a uscire dalla stagnazione, nel piccolo paese di Castel di Lucio, comune della Città Metropolitana di Messina, inserito tra i centri dell’area interna dei Nebrodi, un’impresa del settore edile, da circa 10 anni, costituisce la struttura economica- produttiva locale, contribuendo a tenere alta la soglia di occupazione, rispetto agli standard occupazionali dei paesi limitrofi.

Nel piccolo centro dell’entroterra tirrenico, che conta circa 1400 anime, balzato agli onori della cronaca nazionale per aver raggiunto il primato regionale relativo alla raccolta differenziata, anche in periodi di magra, si vive bene. Buona parte del merito va, appunto, a un’impresa di costruzioni che da lavoro a più di 40 famiglie locali aiutando a mantenere alti indicatori di solidità e redditività. Una realtà che fa bene al paese di Castel di Lucio, che ha decisamente inciso sul fattore spopolamento di massa e creato una “micro” economia locale.

«Un’azienda giovane, dinamica, seria ed affidabile» dicono i dipendenti dell’azienda, per descrivere il titolare che, negli anni, ha messo su una solida realtà leader nella realizzazione di infrastrutture e opere di ingegneria e architettura civile, privata, pubblica ed industriale. Un’impresa che riveste, per l’economia del piccolo centro nebroideo, un ruolo fondamentale poiché impronta tutte le scelte strategiche sullo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio locale, fatto non solo di beni, ma anche di persone.

«Io ho messo solo il coraggio di osare andando avanti e fronteggiando complicazioni e difficoltà – ci racconta Michelangelo Mammana, titolare dell’omonima azienda – il resto l’hanno fatto i miei dipendenti i quali hanno creduto in me e, spontaneamente, rendono più di quanto potrei pretendere da loro. Oggi è difficile fare impresa – continua Mammana – reinvesto nella mia azienda mosso dalla gratitudine rimandata dalla mia squadra di lavoratori, dall’entusiasmo dei miei figli e dall’amore per la comunità dove sono cresciuto e in cui vivo».

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Nel marzo del 2012, due attentati incendiari, a danno di altrettanti pale meccaniche di proprietà dell’azienda costruttrice, oltre a suscitare sdegno e preoccupazione tra gli abitanti delle comunità dell’intero hinterland, tennero con il fiato sospeso i lavoratori della medesima impresa che avvertirono la seria minaccia per la propria occupazione. L’impresa Mammana non chiude. Michelangelo non si lascia intimorire e va avanti esportando la sua attività d’impresa al di là dei confini dell’isola, rilanciando l’artigianato della pietra locale investendo e formando nuove generazioni di scalpellini.

«Grazie all’apertura del un giacimento di estrazione di pietra quarzarenite – dichiara il primo cittadino di Castel di Lucio, Giuseppe Franco – è stato possibile rimettere in moto maestranze locali che lavorano la pietra in loco, esportata ed utilizzata per rivestimenti e l’arredo urbano in molte parti d’Italia.

Una risorsa sostanziale per la comunità castelluccese – conclude il sindaco di Castel di Lucio – l’azienda di Michelangelo Mammana, oggi, nel mio comune, costituisce la realtà che concorre a lenire il peso di una crisi devastante».

Secondo gli indicatori dell’Istituto nazionale di statistica, riferiti all’ultimo censimento, ossia all’anno 2011, gli indici occupazionali, attribuiti al comune di Castel di Lucio, nel pieno imperversare della crisi, registrano un aumento rispetto al 2001 di circa il 12%. Un dato significativo in costante crescita, come in costante crescita è l’azienda castelluccese dell’imprenditore Mammana.