martedì - 16 ottobre 2018
 
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L'operazione dei carabinieri di Messina

Estorsione, minacce e spaccio di droga: sei arresti a Messina

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I carabinieri del Comando Provinciale di Messina stanno eseguendo un provvedimento cautelare nei confronti di 6 persone ritenute responsabili a vario titolo di estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, spaccio di stupefacenti, furto aggravato, ricettazione e minacce. Gli investigatori avrebbero scoperto una organizzazione dedita alle estorsioni ai commercianti cittadini ma che avrebbe esteso il suo “business” anche al controllo del mercato della droga.

Destinatari del provvedimento sono stati i messinesi Maurizio Calabrò, 39 anni; Santino Calabrò, 45 anni; Giuseppe Giacoppo, 44 anni; Alessandro La Boccetta, 37 anni; Angelo Crisafi, 51 anni, già detenuto, ed il 29enne Beniamino Cirillo, anch’egli in carcere per altra causa. La misura restrittiva scaturisce da una complessa indagine, sviluppata sin dal 2014 dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Messina Sud – coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Messina, Liliana Todaro e Antonio Carchietti – che ha già portato all’arresto, nell’ottobre 2014, di Crisafi per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso in danno del titolare un noto negozio di abbigliamento della zona Sud della città.

I successivi esiti dell’inchiesta “hanno permesso di comprovare come gli arrestati fossero coinvolti nella redditizia gestione dello spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti e due di loro avessero la disponibilità di armi, utilizzate – a scopo intimidatorio – per esplodere dei colpi contro la vetrina di un’attività commerciale ed alle finestre dell’abitazione di un pregiudicato”, dicono i militari. In particolare, Crisafi, La Boccetta, Calabrò e Cirillo “operavano nel popoloso quartiere cittadino di ”Santa Lucia Sopra Contesse” mentre Maurizio Calabrò e Giacoppo in un’area compresa tra i rioni ”Gazzi” e ”Villaggio Aldisio’‘. In alcuni casi gli indagati non hanno esitato a riscuotere in maniera violenta gli illeciti crediti maturati per la fornitura di stupefacenti”.

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E’ stato accertato, infatti, come in una circostanza Crisafi abbia pesantemente minacciato un uomo che aveva contratto un debito di droga, prospettandogli condotte ritorsive che avrebbero interessato anche i suoi familiari, riuscendo così ad assicurarsi l’ingiusto profitto.

E’ andata molto peggio ad un giovane, rimasto vittima di una cruenta punizione da parte di Maurizio Calabrò, che lo ha colpito ripetutamente con un bastone, anche in questo caso per pretendere il pagamento di un debito. Non ottenendo il denaro, Calabrò non ha esitato a minacciare anche il nonno del ragazzo che provvedeva a saldare il debito, arrivando addirittura a consegnargli la propria auto – a titolo di garanzia – fino alla completa elargizione della somma.

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