giovedì - 14 dicembre 2017
 
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"No al prelievo forzoso dello Stato”

Ex Province, la denuncia dei sindacati: “Il dissesto è ormai alle porte”

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“Il dissesto delle ex Province è ormai alle porte”. È l’allarme lanciato dalle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil che oggi hanno protestato di fronte a tutte le Prefetture di Sicilia per chiedere interventi urgenti.

“Gli enti – spiegano i dirigenti sindacali – stanno vivendo un dramma dovuto principalmente a due fattori: il primo è il flop delle riforma annunciata dal governo regionale all’Arena di Giletti e mai compiuta; il secondo è il prelievo forzoso da 260 milioni da parte dello Stato, un atto non solo incostituzionale ma pericolosissimo”.

E gli effetti adesso sono gravissimi: “Questa situazione – proseguono Cgil, Cisl e Uil – impedisce il pagamento degli stipendi ai lavoratori (vedi Siracusa e Ragusa) e l’erogazione dei servizi ai cittadini quali: le scuole, la manutenzione delle strade, l’assistenza ai disabili. I Liberi consorzi, inoltre, non riescono a chiudere i bilanci e rischiano il dissesto finanziario. Le minori entrate e il crollo delle riscossioni impediscono di pagare i debiti e di conseguenza aumentano i residui passivi”. Così, i sindacati chiedono con forza al governo regionale “L’immediata riorganizzazione delle ex province e le giuste risorse. E’ impensabile – spiegano – che gli enti possano reggersi con la previsione aleatoria di 91 milioni di euro a fronte dei 211 milioni necessari soltanto per il pagamento degli stipendi”.

Al governo nazionale, invece, le sigle chiedono “ l’abrogazione del prelievo forzoso dai bilanci delle ex province”. Infine, le Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, stigmatizzano “il tentativo del governo regionale di mettere ancora una volta in contrapposizione la vertenza dei lavoratori precari con quella delle ex province” e si oppongono al paventato taglio del 15% delle dotazioni organiche.

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Per Cgil, Cisl e Uil infine“ non possono esserci esuberi rispetto alle funzioni che le ex province dovrebbero espletare. In ogni caso – concludono – devono essere governati processi di mobilità verso i Ministeri, ed è necessario rendere disponibili le risorse per pagare gli stipendi ai dipendenti e consentire di svolgere i servizi di competenza degli Enti”.

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