venerdì - 19 gennaio 2018
 
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Nella graduatoria nazionale si piazza al 35esimo posto

Finanziato il progetto SPRAR al Comune di Tusa

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Il Ministero dell’Interno, con il decreto del 28/12/2017, ha assegnato le risorse finanziarie a progetti di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati presentati, nell’ambito della rete SPRAR, da 171 Comuni italiani, 84 dei quali, allo stato, non accolgono alcun migrante. Tra questi anche il comune di Tusa con un progetto ideato dal sindaco Angelo Tudisca (nella foto), redatto e curato, nei minimi particolari, da due dottoresse contrattiste dipendenti del comune alesino.

Il comune di Tusa nella graduatoria nazionale si piazza al 35esimo posto, portando a casa, per il triennio, da intendersi dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2020, un finanziamento dell’importo annuale  di 218.860,70 euro, al quale il comune dovrà aggiungere la quota di compartecipazione di 12.885,07 euro. Buona parte dell’importo complessivo annuale, pari ad euro 231.745,80, verrà redistribuito nell’ambito del territorio comunale con il pagamento degli affitti delle abitazioni, di privati, per la sistemazione dei 12 “ospiti” in piccoli nuclei; per le spese ordinarie atte a garantire, dignitosamente,  l’accoglienza di richiedenti e beneficiari di protezione internazionale, compresa di assistenza sanitaria, sociale e domiciliare. Un finanziamento, in linea con gli obiettivi del Piano nazionale Ministero dell’Interno-Anci finalizzato ad un’accoglienza equilibrata e sostenibile sull’intero territorio nazionale, che se gestito in modo serio, con strumenti adeguati, come è nell’intento dello SPRAR, può diventare una occasione di dialogo e di sviluppo per la comunità tusana.

Con una breve intervista, al sindaco di Tusa, Angelo Tudisca, siamo tornati su un argomento, ancora, non abbastanza chiaro a molti

Sindaco, cos’è lo SPRAR   Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) è un sistema organizzato per la gestione dell’accoglienza di stranieri che entrano sul territorio nazionale come richiedenti asilo a cui, in ottemperanza agli accordi tra stati, va riconosciuta la protezione internazionale nell’attesa che sia verificato il possesso dei requisiti per la concessione dello stato di rifugiato. È stato istituito in seguito a un protocollo stipulato tra Ministero dell’Interno, ANCI e Alto Commissariato Onu per i Rifugiati. L’intera rete è coordinata e monitorata da un Servizio Centrale gestito da ANCI in convenzione con il Ministero dell’Interno. Lo SPRAR garantisce la proporzionalità della ripartizione di persone straniere in relazione alla popolazione residente si differenzia dai CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), che invece non tengono conto di tale criterio. Nel caso del Comune di Tusa è stata prevista l’accoglienza e la sistemazione di piccoli nuclei familiari. Evidenzio che lo Sprar prevede un’accoglienza secondaria perché verranno accolti solo colori i quali già abbiamo avuto un prima assistenza post sbarco.

Perché il Comune di Tusa ha deciso di aderire   Preliminarmente per rispettare gli impegni assunti dall’Anci con il Ministero dell’Interno essendo peculiarità della nostra amministrazione contribuire ad accogliere coloro i quali scappano dalla guerre e dalla miseria. La popolazione tusana ha sempre dato prova di avere un grande senso di accoglienza ed ha sempre favorito lo scambio interculturale tra e con l’etnie presenti nel territorio. Inoltre l’adesione al sistema SPRAR è l’unico modo che i Comuni hanno a disposizione per gestire e governare l’arrivo di stranieri sul proprio territorio. L’adesione allo SPRAR, inoltre, permette di usufruire della clausola di salvaguardia, che prevede l’esenzione dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza da parte dello Stato evitando, quindi, arrivi incontrollati e incontrollabili. Il comune di Tusa seguirà direttamente l’attuazione del progetto.

 

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