“Un insolito silenzio regna nel comune di Galati Mamertino”. Comincia così il post sulla pagina Facebook, Gruppo consiglieri decaduti Comune di Galati Mamertino ViviAmo Galati, di Calogero Barone, Davide Di Nardo, Giuseppe Drago, Federico Miceli e Antonella Truglio, ex consiglieri del Comune di Galati Mamertino, decaduti lo scorso settembre per la mancanza della maggioranza consiliare, a seguito delle dimissioni di due consigliere. I consiglieri avevano chiesto, in un comizio in piazza, le dimissioni del sindaco Nino Baglio. 

“Da quando si è consolidato il sistema politico del tre + uno ( sindaco / vice sindaco / assessore ) più una insolita quota rosa scelta in modalità random , sembra sia calata un’ apatica e silenziosa rassegnazione da parte dei cittadini che in maniera silente manifestano il loro dissenso – scrivono -. L’Amministrazione comunale dal canto suo è apatica e assente. Solo i mezzi telematici ci consentono di comprendere l’ attività di una Giunta che ‘opera’ e non dialoga”.

I consiglieri attaccano sul tema dei contrattisti precari del Comune: “Qualche giorno fa siamo rimasti stupiti dalla lettura di una deliberazione pubblicata sul sito del Comune (la n . 247 del 6 dicembre) riguardante i contrattisti sulla quale non abbiamo voluto fare allarmismo ma di cui non comprendiamo il senso. Qualche mese fa infatti le dichiarazioni trionfalistiche da parte dell’Amministrazione ci avevano portato a ritenere che i bandi pubblici per la stabilizzazione del personale precario sarebbero stati pubblicati da lì a poco. Così non è stato anzi questa delibera ci fa capire, al contrario, che il percorso di stabilizzazione è ancora in salita. Si vocifera che il sindaco abbia tranquillizzato il personale sulla necessità dell’atto. Noi del gruppo consiliare decaduto vogliamo risposte. Invitiamo e diffidiamo il Sindaco a un pubblico dibattito in cui spieghi ai cittadini cosa intende fare in materia di personale. Quali rischi concreti corrono i contrattisti di non essere stabilizzati? Se sono state avviate interlocuzioni con le istituzioni regionali per comprendere se anche i nostri lavoratori saranno costretti a presentare domanda alla Resais S.p.a. Questo gruppo manifesta fin d’ora disponibilità a un incontro pubblico in una giornata che questa Amministrazione vorrà stabilire”.

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