venerdì - 19 gennaio 2018
 
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soddisfatta l'Amministrazione comunale

Galati Mamertino, concluso il progetto “Liberi di Volare” per disabili

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Si è concluso ieri con una bella festa, a Galati Mamertino, il progetto “Liberi di Volare” organizzato per coinvolgere tutte le persone disabili e migliorare, in loro, le forme di convivenza. Un percorso che ha tracciato, nei cinque mesi di durata, un sentiero, cautamente attraversato con l’assistenza della rete sociale composta da amici, famiglia ed istituzioni, ma in maniera totalmente personale, rispettando momenti di sosta, di ricerca di equilibrio, di retromarcia e di avanzamento individuale di ogni partecipante.

Un progetto d’integrazione sociale portato avanti dall’associazione “Ialite”, con operatori galatesi, che da anni si adopera per organizzare e gestire  un articolato sistema di risposta ai problemi dei soggetti più svantaggiati, al fine di circoscrivere e contrastare l’emarginazione, fornendo punti di riferimento certi.

Seguito, da vicino, dall’Amministrazione comunale di Galati Mamertino che, attraverso una valutazione dei bisogni emergenti, da parte del settore Servizi Sociali del Comune, con fondi provenienti dal distretto, ha avviato le procedure per il progetto dal successo inaspettato che, in 150 giorni, oltre a rimuovere quelle forme di esclusione sociale di cui le persone con disabilità soffrono nella loro vita quotidiana è riuscito, con le diverse attività portate avanti, ad infondere nei partecipanti fiducia avvicinandoli ancor più al concetto di autonomia, strettamente legato alla possibilità di “essere protagonisti” della loro vita.

“Il progetto Liberi di Volare è riuscito ad offrire un’opportunità particolare di aggregazione ed un nuovo spazio di osservazione ai partecipanti i quali sono riusciti a valorizzare, al meglio, il loro ‘saper fare’, acquisendo maggiore capacità e visibilità nella partecipazione alla vita della comunità – afferma soddisfatta l’assessore ai servizi sociali del comune di Galati Mamertino, Antonella Truglio. Percorrere le strade dell’inclusione sociale significa sostanzialmente porre la questione dell’essere diversi dagli altri  in una dimensione sociale di diritto e attenzione. Includere vuol dire offrire l’opportunità di vincere ogni differenza fisica e cognitiva, vuol dire spostare i focus di analisi e intervento dalla persona al contesto, per individuarne gli ostacoli e operare per la loro rimozione.  Il fine del progetto – conclude l’assessora- era quello di promuovere un sistema di stimolo e relazione soddisfacente nei riguardi di persone che presentano difficoltà nella propria autonomia personale e sociale, in modo di offrir loro la possibilità di sentirsi parte di comunità e dei contesti relazionali dove hanno agito, scelto, giocato e visto riconosciuto il proprio ruolo e la propria identità. Oggi, a progetto concluso, siamo felici di poter affermare di essere soddisfatti dei risultati”

 

 

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