lunedì - 24 luglio 2017
 
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Galati: un’assemblea cittadina per discutere sulla questione migranti

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Fortissima l’attenzione dei cittadini galatesi, al problema dell’accoglienza dei  migranti minori non accompagnati e al concreto rischio dell’arrivo, nel piccolo centro nebroideo, di tanti giovani immigrati di età compresa tra i 14 e i 17 anni che potrebbero trovare ospitalità in strutture ricettive private.

Grazie al tam tam dei social, si è scatenato un vero e proprio dibattito tra i cittadini che, in giro per il paese, hanno dato sfogo alle proprie opinioni personali. Così tra chi è favorevole all’immigrazione, tra chi è assolutamente contrario e chi invece è favorevole con moderazione, si è messo in moto un continuo scambio dialettico che, in continuo crescendo, ha alimentato ed indirizzato il contrasto anche contro l’Amministrazione comunale che, in questa vicenda, ha ritenuto di non intervenire per esporre e rappresentare le posizioni e le iniziative fatte in una o in un’altra direzione. Nasce dunque l’esigenza di un incontro, velocemente organizzato da un gruppo spontaneo , nel salone parrocchiale, che ha fatto registrare la partecipazione della cittadinanza galatese sull’affaire immigrati, ritenuto dal Sindaco “opportuno e necessario” proprio per conoscere il sentire della collettività. Prima di questa sera , a parte qualche sparuto intervento su facebook di qualche assessore, e il comunicato stampa di qualche settimana fa, in cui l’Amministrazione comunale  evidenziava che era stato richiesto un incontro alla segreteria di sua Eccellenza sig Prefetto di Messina per orientarsi sulle scelte da compiere rispetto alle politiche finalizzate all’accoglienza, integrazione e tutela dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria, non c’era mai stata alcuna interlocuzione con la cittadinanza.

Il dibattito pubblico è divenuto disputa sulle posizioni. Forti posizioni di ostilità contro gli immigrati da un lato ed apertura agli stranieri, ma con moderazione, dall’altro . Il Sindaco continua a ritenersi estraneo della questione in quanto non formalmente investito della gestione dell’accoglienza. Assente “non giustificato” il privato che, in barba ad ogni forma di dialogo con i concittadini e con l’istituzione, intende, forse, speculare con l’operazione di accoglienza. Una collettività assai critica, preoccupata e dubbiosa soprattutto per il modus operandi da parte della Prefettura e dei privati che senza le giuste valutazioni e delle condizioni date del territorio ritengono dover agire senza un vero coinvolgimento dell’Istituzione locale rappresentata appunto dall’amministrazione Comunale.

Al Sindaco è stato demandato di pretendere massima chiarezza e assicurazioni in merito al rispetto delle norme, delle condizioni sociali ed ambientali e soprattutto valutare quali e quanti servizi resterebbero a carico dell’Ente Comune in termini di controllo, vigilanza e presidio del territorio ma anche in termini di impegni economici e finanziari sapendo che le casse asfittiche dell’Ente non permettono  interventi straordinari di tale portata.

All’incontro era presente segretario provinciale della Funzione pubblica Cisl Calogero Emanuele il quale, con un post sul social Facebook,  qualche giorno fa aveva avuto modo di esternare le proprie perplessità, sulle capacità, da parte del Comune di Galati, di farsi carico di 50 minori immigrati i quali, gioco forza, sovvertirebbero il proporzionale rapporto con i minori residenti di Galati che in età scolare ne conta circa 100. «È necessario un dialogo costante e continuo con la collettività per addivenire a soluzioni che salvaguardino al meglio la comunità galatese – afferma Emanuele. Una necessaria ed importante considerazione  è legata al rapporto popolazione residente che non va oltre le 2650 unità, con una fascia di minori rappresentata da una esigua percentuale e che di fatto, con la prevista accoglienza di 50 immigrati minori, sovvertirebbe il rapporto e gli equilibri tra due realtà disomogenee».

Sulla base dell’incontro di stasera il Sindaco, Nino Baglio, si è impegnato a richiedere ulteriori incontri a livello prefettizio e soprattutto addivenire ad accordi tra le parti senza lasciare mano libera ai potenziali gestori privati interessati al fenomeno.

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