Abbiamo più volte scritto su questo giornale che abbiamo un solo interesse: fare informazione. Corretta, puntuale. Lo abbiamo scritto perché qualche amministratore locale ha ritenuto di doverci attaccare in malo modo e lo abbiamo fatto per rivendicare un diritto sacrosanto: quello di criticare quando non condividiamo qualcosa. Eppure continuiamo a notare che il messaggio non è stato chiaro.

Ci verrebbe da dire: Cosa non  capiscono gli amministratori locali dei Nebrodi della parola libertà? Parlano di attacchi personali per sviare dalla vera questione: la loro responsabilità politica.  Perché in quello che noi scriviamo non c’è nulla di personale: consideriamo, fino a prova contraria, tutti onesti, intelligenti, capaci, votati al bene collettivo. Ma sappiamo che i Nebrodi non possono permettersi errori e sappiamo anche che le amministrazioni locali, in questi territori (e non solo), hanno una grande responsabilità. Ora, grazie a Facebook ognuno può scrivere quello che vuole, spararla grossa, accusare questo o quell’altro, ergersi a vittima di chissà quale complotto. Ma qui non c’è alcun complotto: c’è l’incapacità di qualche assessore o sindaco, c’è l’inedia, c’è l’idea che il potere serva a costruire solo altro potere, clientele. E invece amministrare è cosa ben diversa e per farlo ci vuole vera dedizione e non finto impegno.

Il vittimismo di chi si sente attaccato da Nebrodinews ci fa sorridere. La smettano e si mettano a lavorare seguendo un vero progetto di crescita della comunità e non il mero, effimero, protagonismo sui palchi o nelle piazze, al bar o al circolo. Spieghino quali sono i loro progetti e faccio le cose. Punto.

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