Il Bosco di Nocerazzo e il Bosco di Tardara, nel Parco dei Nebrodi, in vetrina al IV Congresso Nazionale di Selvicoltura, tenutosi a Torino dal 5 al 9 novembre, rispettivamente rappresentati dalla Dott.ssa For. Deborah Naro e la Dott.ssa For. Irene Dipollina.

Il IV Congresso Nazionale di Selvicoltura, organizzato dall’Accademia Italiana di Scienze Forestali con la collaborazione della Regione Piemonte, dell’Università degli Studi di Torino e l’adesione delle più importanti istituzioni accademiche e scientifiche italiane, del mondo ambientalista e naturalista, delle principali organizzazioni professionali e del settore produttivo e industriale, con cadenza decennale, rappresenta una tappa importante di sviluppo e confronto nelle politiche forestali, nella pianificazione e nella gestione attiva e sostenibile dei boschi e nello sviluppo innovativo delle filiere produttive. Il Congresso si articola in sessioni scientifiche, tavole rotonde e una ricca serie di iniziative aperte al pubblico.

Irene Dipollina, 27 anni di Tusa, e Deborah Naro, 28 anni di Sant’Agata di Militello, due neo laureate del corso di Laurea Magistrale in Scienze Forestali e Ambientali dell’Università degli Studi di Palermo e abilitate alla professione di Dottore Agronomo e Forestale, hanno esposto i loro lavori scientifici realizzati nel territorio dei Monti Nebrodi. Il tema principale trattato è la Pianificazione Forestale.

L’elaborato della Dott.ssa Deborah Naro ha riguardato la “Pianificazione, gestione e analisi tecnologica del legno di Castagno del bosco di Nocerazzo (comune di Roccella Valdemone)”. “Il Castagno d’origine artificiale sito sul versante Sud dei Monti Nebrodi in Sicilia, in agro del comune di Roccella Valdemone è stato per la prima volta oggetto di studio. Le ricerche riguardano principalmente le analisi necessarie per l’elaborazione di un piano di gestione e le analisi di caratterizzazione tecnologica del legno (resistenza a compressione flessione e massa volumica) eseguite al Dipartimento GESAAF dell’Università degli Studi di Firenze, in modo così da migliorare la qualità del legno e valorizzare il bosco dal punto di vista produttivo. I risultati ottenuti sono stati sorprendenti, il Bosco si presta perfettamente a una diversificazione dal punto di vista gestionale e conseguentemente commerciale. Sarebbe quindi il primo caso in Sicilia di bosco gestito per l’ottenimento di materiale di ottime qualità e pregio”. 

Il contributo della Dott.ssa Irene Dipollina si è concentrato sullo “Studio propedeutico per la redazione di un piano di gestione forestale del bosco Tardara, sughereta pura di Tusa”. “Questi studi hanno permesso di analizzare il territorio forestale, suddividendolo in unità culturali e individuando per ognuna di esse specifici interventi di gestione sostenibile, in grado di conservare la diversità biologica e strutturale e la complessità dell’ecosistema forestale, mantenendo contemporaneamente i valori storici, culturali, paesaggistici, oltre che economici, che l’uomo ha tradizionalmente attribuito al bosco di sughera. Questo sistema di gestione forestale potrà portare apprezzabili benefici a realtà economiche marginali, la cui applicazione permetterà di fare delle scelte selvicolturali mirate al mantenimento di un corretto equilibrio all’interno della sughereta il cui obiettivo principale deve essere la produzione di sughero e, possibilmente di sughero di ottima qualità. Il modello sviluppato per il territorio di Tusa potrebbe essere preso come riferimento per la redazione di altri piani di gestione dei boschi a sughera termo mediterranea dell’Isola, i quali si mostrano fragili per la sola mancanza di cure colturali adeguate. Il traguardo che si auspica raggiungere è quello di realizzare una certificazione a livello territoriale che possa costituire un trampolino di lancio per la valorizzazione economica del comparto sughericolo e di tutta la sua filiera”.

Le strategie proposte, in entrambi casi studio, puntano ad una migliore gestione forestale per promuovere lo sviluppo locale non solo attraverso le filiere del legno, ma anche con la promozione di prodotti non legnosi e la valorizzazione delle tradizioni e vocazioni dei boschi siciliani.

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