Da oggi numero unico delle emergenze, da comporre per qualunque tipo di incidente, è il 112. Un solo numero per rendere più veloci i soccorsi. Come in America anche l’Europa si è voluta adattare a questo sistema di pronto intervento, chiedendo agli Stati membri di convogliare le richieste telefoniche di soccorso su un unico canale, ma la situazione della gestione delle emergenze, anziché migliorare, almeno per adesso, secondo i dati resi noti da diverse associazioni a tutela dei consumatori, in molte aree, è addirittura peggiorata: una richiesta di soccorso prima di essere presa in carico dal relativo servizio (Vigili del fuoco, ambulanze, Carabinieri, Polizia) deve superare non più un filtro, bensì due.

Il Nue (numero unico emergenze), l’uno uno due, prende il posto dei vecchi numeri di pronto intervento, 112, 113, 115, 118 che in molte aree del territorio nazionale continuano ancora a funzionare. In Sicilia il 112 è operativo su tutto il territorio isolano a partire proprio da oggi. Sono state create delle centrali operative di primo livello che ricevono per prime le chiamate e le indirizzano a quelle di secondo livello, in base al servizio richiesto, che smista le telefonate alle centrali di competenza, eliminando quelle per cui l’intervento non è necessario.

Il cittadino che chiama per ricevere soccorso dovrebbe ottenere ora una risposta più rapida. Alle centrali di secondo livello arrivano infatti solo le chiamate di emergenza con un filtro applicato di almeno il 50% giornaliero; le chiamate sono individuate e localizzate ed è obbligo degli operatori richiamare per almeno due volte nel caso in cui la comunicazione si interrompa, prima del trasferimento alla centrale di secondo livello. Il servizio si avvale anche della collaborazione di personale multilingue: sarà possibile comunicare in 13 lingue diverse nel caso in cui il chiamante comunichi in un idioma straniero. Oltre all’inglese, al francese, al tedesco e allo spagnolo, gli operatori saranno in grado di rispondere in russo, ucraino, albanese, rumeno, polacco, croato, serbo, arabo e cinese.

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Gli sforzi per rendere più rapidi i tempi di risposta e intervento hanno interessato anche la trasmissione dei dati: saranno direttamente le centrali di secondo livello a compilare la scheda di contatto, da cui viene così eliminata la seconda intervista, rendendo i tempi di intervento più brevi. Questo passaggio è molto importante considerato che in media il 40% delle telefonate, che a volte intasano le centrali di emergenza, non sono tali da richiedere effettivamente l’intervento dei corpi di soccorso.

In molte aree dov’è stato attivato l’uno uno due, però, come abbiamo detto, non si è ancora registrato un miglioramento delle condizioni del pronto intervento, anzi, tristi fatti di cronaca hanno messo in luce diverse problematiche del nuovo sistema. Ciò è stato riscontrato nelle richieste di soccorso sanitario dove, gioco forza, sono necessari tempi brevissimi di intervento. Quando anche una manciata di minuti può fare la differenza tra la vita e la morte, il duplice filtro, diverse volte, si è dimostrato d’intralcio, facendo sforare i limiti massimi per l’intervento delle ambulanze.