Nella giornata di ieri si è riunito il CDA del Consorzio Intercomunale Valle D’Halaesa, di cui fanno parte i comuni di Castel di Lucio, Motta d’Affermo, Pettineo, Tusa, Mistretta e Santo Stefano. L’organo collegiale al quale è affidata la gestione del Consorzio, presieduto dal primo cittadino di Tusa, Luigi Miceli, alla presenza del sindaco di Santo Stefano, Francesco Re, del vice sindaco di Pettineo, Andrea Grillo e dell’assessore del comune di Castel di Lucio, Antonio Di Francesca, ha deliberato l’istituzione del servizio trasporto diversamente abili, per i comuni facenti parte del Consorzio. Consorzio che si sostituisce, nonostante le difficoltà legate alle ristrettezze economiche, a quelli che sarebbero i compiti di competenza della Città Metropolitana di Messina la quale ritiene di non avere più nessun obbligo di procedere, come spiega in una nota indirizzata al primo cittadino della città di Tusa, Luigi Miceli che, a nome di tutti gli altri sindaci appartenenti al Consorzio, si era fatto carico di chiedere il ripristino del servizio.

Nei sei comuni del consorzio, oggi, abitano 8 famiglie con figli diversamente abili che hanno già ultimato il loro ciclo di studi collegato alla scuola dell’obbligo. Ultimato il periodo quinquennale agli stessi ragazzi non possono certo essere negate nuove esperienze di crescita individuale e sociale. Più di ogni altra cosa l’inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la Scuola persegue attraverso una intensa e articolata progettualità, valorizzando le professionalità interne e le risorse offerte dal territorio. Al tempo stesso, però, nella medesima progettualità abbiamo riscontrato una falla impressionante che lo Stato non è stato, come per la scuola, altrettanto bravo a sistemare mettendo in atto le varie misure di accompagnamento per favorire la tanta decantata integrazione dei soggetti portatore di handicap.

I Ragazzi diversamente abili che vivono nei Comuni aderenti al Consorzio Valle dell’Halaesa, ai quali la scuola regionale continua, nonostante la fine del loro ciclo di studi, a dare la possibilità di realizzare esperienze di crescita individuale e sociale ed assistenza indiretta alle loro famiglie, sono, praticamente, impossibilitati a raggiungere l’Istituto D’Arte di Santo Stefano di Camastra poiché il servizio trasporto, a carico della Città Metropolitana di Messina, è stato sospeso. L’ex Provincia Regionale di Messina rifacendosi alla legge 118 (articolo 28) fa sapere che gli interventi per garantire la frequenza scolastica, anche “il trasporto gratuito dalla propria abitazione alla sede della scuola o del corso e viceversa (…)”, purtroppo è disposizione e circoscrive l’indicazione alla scuola dell’obbligo. A questo punto interviene il Consorzio che, nelle more di un approfondimento giuridico sulla vicenda, con il deliberato di ieri sera, nonostante le mille difficoltà di natura economica in cui versa, mette in piedi un servizio, con mezzi, personale e carburante, tutto a carico del Consorzio dei comuni interessati, che dovrebbe partire dal prossimo mese di dicembre, offrendo risposta concreta alle esigenze delle note 8 famiglie.

Leggi anche:  Pettineo: amministrative, il gruppo di Ruffino in piazza per coinvolgere la gente

Una lodevole, encomiabile e meritoria iniziativa da parte del Consorzio Intercomunale Valle D’Halaesa nato, anche, con lo scopo di salvaguardare i cittadini del territorio. Il Consorzio sostituendosi ad un obbligo interamente a carico dell’ex Provincia, facendosi carico dell’organizzazione e delle spese del servizio, dimostra senso di responsabilità ed attenzione nei confronti di chi vive uno stato di disagio.

L’ex provincia regionale di Messina, come abbiamo detto, relativamente al trasporto dei disabili, circoscrive l’indicazione alla scuola dell’obbligo. Abbiamo approfondito l’argomento scoprendo che una sentenza della Corte Costituzionale del 1987, la numero 215 per la precisione, con estrema chiarezza la Corte sancisce l’illegittimità costituzionale del passaggio della Legge 118/1971 che recita: “sarà facilitata, inoltre, la frequenza degli invalidi e mutilati civili alle scuole medie superiori ed universitarie”. La frequenza scolastica non può essere semplicemente “facilitata”: deve essere “assicurata”.

È molto importante questa precisazione perché da quel momento in poi anche per le scuole non dell’obbligo deve essere garantito il supporto necessario, e quindi anche i trasporti, alle persone con disabilità. L’indicazione è ribadita, senza ombra di dubbio, dalla nota Legge quadro sull’handicap (Legge 104/1992, in particolare agli articoli 12 e 13).