venerdì - 02 dicembre 2016
 
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Il paese del lamento

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C’è un piccolo paese sui Nebrodi che ha conquistato, sul campo, il titolo di capitale del lamento. E’ rappresentativo di un certo tipo di cultura siciliana che da sempre si lamenta di qualsiasi cosa e non è capace di esprimere progetti e idee concrete. Il paese del lamento ha tutte le condizioni per crescere, svilupparsi, diventare una comunità fiorente ma i lamentosi sono stati abituati a ricevere e mai a dare. Insomma il paese del lamento è cresciuto all’ombra di un sistema clientelare e parassitario e in questo luogo in molti non hanno ancora capito che il mondo è cambiato e che bisogna rimboccarsi le maniche. Non solo in questo paese del lamento, dove si tende a scaricare sempre agli altri la colpa di questo e di quello, c’è sempre l’attesa messianica che un potente di turno possa risolvere problemi che non sono risolvibili senza l’impegno di tutti.
Nella piazza del paese del lamento si continua a discutere di quanto questo luogo potrebbe essere bello, importante, attrattivo ma se arrivano visitatori li si guarda con un certo distacco e se possibile si fa di tutto per rendere loro la vita difficile. Ma se chiedete di chi sia la colpa vi risponderanno: del sindaco. Un capro espiatorio fa sempre bene alla propria lamentosa autostima.
Se qualcuno organizza eventi per aiutare i produttori a crescere piuttosto che aiutarlo lo si mette sul banco degli imputati puntando più alla condanna che al sostegno.Il paese del lamento, tipico atteggiamento di chi ha la pancia piena ma vorrebbe ancora mangiare alle spalle degli altri, non tollera le novità, le guarda con disprezzo, vi si mantiene lontano perché nulla deve cambiare in un luogo che ha sempre avuto tutto grazie alle clientele, ai favori. Il paese del lamento è quello di chi preferisce essere servo con la pancia piena piuttosto che essere libero di costruire un futuro migliore per sé e per i suoi figli. In questo paese la politica continua a guardare indietro perché nel paese del lamento anche chi predica il cambiamento lo intende come alternanza di potere e non di politica e progetti. Andateci perché il paese è bello, si mangia bene, c’è in giro parecchia gente simpatica e incontrerete anche quella minoranza di persone che non ama lamentarsi e che fa le cose anche solo per il gusto di divertirsi e dare un contributo concreto al cambiamento di questa terra. Che con il lamento non andrà mai da nessuna parte.

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