venerdì - 22 settembre 2017
 
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Andati in fumo 500 ettari tra bosco e macchia mediterranea

Incendi, bilancio disastroso dei danni a Castel di Lucio – IL VIDEO

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Il bilancio relativo allo spaventoso incendio partito dal torrente Calavrò, lungo la strada che collega Gangi a San Mauro Castelverde, che ha interessato le contrade di Vaccarizzi, Gallina, Colomba, Vastunieddu, Angolo Fico, Scifara, Vaddri a Trigna e Camito, in prossimità del centro nebroideo di Castel di Lucio, è raccapricciante. Sono andati in fumo 500 ettari tra bosco e macchia mediterranea.

Stamattina gli agenti del corpo Forestale di Tusa, assieme agli operai forestali stagionali, sono tornati a spegnere gli ultimi focolai, rimasti accesi, nonostante i continui e mirati lanci di un canader. Sul versante opposto ai monti che sovrastano Castel di Lucio, quello che interessa San Mauro Castelverde, nelle Madonie, il fuoco, con meno violenza, continua a seminare distruzione mandando in fumo la vegetazione e minacciando case, aziende agricole e abitazioni. Un uomo, ricordiamo, è stato condotto per accertamenti nella caserma dai carabinieri. Secondo quanto si apprende, si trovava in prossimità di uno dei focolai dai quali si è poi sviluppato un fronte di fuoco di oltre un chilometro e aveva un atteggiamento “sospetto”.

Il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci ieri a Messina per il congresso del Pd, ha anticipato l’ipotesi di chiedere l’impiego del reparto Cacciatori di Sicilia dei carabinieri, per combattere il fenomeno della piromania. “ Spero si riesca a beccare qualcuno mentre appicca il fuoco – ha detto Antoci – e che si dimostri magari il suo collegamento con qualche famiglia mafiosa che è stata colpita dalle ultime operazioni di polizia e carabinieri. Così magari quando verrà condannato, il magistrato infliggerà qualche anno in più configurando non solo il reato di incendio ma anche quello di concorso esterno in associazione mafiosa. Sulla questione incendi occorre intervenire a gamba tesa” .

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