“Producevo birra da anni e successivamente, con degli amici abbiamo pensato di aprire un birrificio ispirandoci a quelli che erano i sapori siciliani, imponendoci come obiettivo quello di raccogliere nella bottiglia la nostra terra. Infatti, per ottenere ciò utilizziamo nella produzione molti prodotti nostrani come fichi d’india, arancia amara o zibibbo”. Salvatore Blandi è il mastro birraio della Irias, una birra artigianale che si produce a Torrenova, e racconta a Nebrodi News le tecniche di produzione e curiosità inedite per saper riconoscere una buona birra artigianale.

Il birrificio, aperto nel dicembre 2013, di proprietà della società agricola di Fabrizio e Sergio Blandi, si pone come primo obiettivo la qualità e il voler raccontare i sapori della Sicilia attraverso l’antica produzione della birra artigianale. “La passione è iniziata negli anni 80, quasi per caso – racconta Salvatore – Insieme a mio fratello Franco, come tanti altri, abbiamo iniziato con il kit, poi nel 2004 siamo passati alla tecnica all grain. Mi guardavano come se fossi uno stregone, ma sono tutti sopravvissuti”. Il birrificio vero e proprio è nato per caso: “Un pomeriggio ero in campagna, dove ci eravamo trasferiti da un pò e con mio fratello e i miei amici Matteo e Massimo, ragionavamo sull’ipotesi di aprire un attività legata alla campagna, visto che faccio l’agronomo e il dirigente di una condotta agraria. Pensa e ripensa l’idea del birrificio ha riscosso successo ed è stata colta al balzo”.

Qual è la storia del vostro birrificio?

“Noi apriamo a dicembre del 2013 a Torrenova dove ancora oggi abbiamo lo stabilimento e la nostra sede legale. Inizialmente le tipologie di birra che producevamo erano cinque, ma adesso siamo riusciti ad ampliarle a otto.”

Da cosa si riconosce una buona birra artigianale?

“Bella domanda. Innanzi tutto dipende dalla scelta dei malti che vengono utilizzati, infatti questi devono necessariamente essere di ottima qualità. Il primo passo è la stesura della ricetta: noi, seppure ispirandoci agli stili classici, abbiamo creato delle birre con gusti unici e riconoscibili, successivamente si deve seguire con cura il processo di produzione con persone competenti  come un artigiano birraio monitorando tutte le fasi in modo che vengano rispettati i parametri indicati nella ricetta.  Infine il risultato deve essere confermato anche e soprattutto dal bicchiere, dal momento che una birra artigianale, oltre a non dover presentare difetti, deve portare in sé  un gusto unico e particolare che, come nel nostro caso, rispecchi il territorio”.

Qual è il vostro metodo di produzione?

“Al contrario delle birre industriali, le nostre birre sono prodotte ad alta fermentazione. Un metodo produttivo che consente di ottenere birre più complesse e non con un gusto standardizzato come quelle industriali. E’ un metodo produttivo che  regala alle birre profumi e sapori particolari e spesso unici”.

Quante tipologie di birre producete?

“Produciamo otto tipologie di birra artigianale. L’Ambra , ispirata allo stile “Saison” nato in Belgio nell’Ottocento, è una birra aromatizzata con coriandolo, zenzero e scorza di arancia amara siciliana ed è vincitrice della medaglia d’oro al concorso internazionale di Lyon del 2016. La Nigra, birra in stile “Imperial Stout” scura con una gradazione quasi di 10 gradi e vincitrice di medaglia d’oro al concorso internazionale di Lyon del 2015. La Rubra, di stile inglese, una birra rossa in cui il sapore dei malti ed il profumo dei luppoli è abbastanza accentuato,  è vincitrice del premio Slow Food del 2014 come birra quotidiana di grande qualità organolettica che ha come caratteri principali equilibrio, semplicità e piacevolezza. Al Zabir un incrocio di mosto di zibibo passito (la parola “zibibbo” deriva dalla parola araba zabīb (زبيب) che vuol dire “uvetta” o “uva passita”),  e mosto di birra, ha un tasso alcolico di 12 gradi e la produciamo una volta l’anno in occasione della vendemmia. Aura:  in cui mischiamo mosto d’uva siciliano concentrato che rende il prodotto corposo e che presenta tasso alcolico di 7.5/8 gradi, questa birra ha vinto il premio Cerevisia 2016 per il sud Italia. Cincu Tummina è la birra con i grani antichi siciliani che, usiamo cinque tipi di grano diversi fra loro  per produrla, pur essendo molto piacevole e facile da bere porta con sé una grande storia. E’ molto richiesta dal mercato. Presentiamo al pubblico anche un prodotto gluten free, la Libre, prodotto solo da malto d’orzo, quindi con lo stesso sapore unico delle altre birre, che vendiamo allo stesso prezzo delle birre base, nonostante ci costi di più produrla, per non approfittare delle difficoltà delle persone celiache. Infine di nostra produzione è la birra al fico d’india per la quale produzione usiamo polpa e succo di fico d’india rosso unitamente al malto d’orzo. Siamo l’unico birrificio a produrla. Questa birra ha vinto ilo luppolo d’oro nel 2016 nel concorso nazionale Best Italian Beer, un concorso patrocinato dal ministero delle politiche agricole”.

Qual è il prodotto che definireste la vostra “punta di diamante”?

“Sicuramente la birra al fico d’india dal momento che è quella che ci rappresenta e ci identifica di più anche come emblema del sapore siciliano”.

In che modo vengono promossi i vostri prodotti?

“Le tecniche di promozione sono svariate, ci facciamo conoscere attraverso agenti, serate nei locali, internet e degustazioni dei nostri prodotti durante le fiere e manifestazioni”.

Quali sono i vostri progetti futuri?

“Già dall’anno scorso siamo un’azienda agricola e ciò ci consente di produrre da soli i nostri orzi e i nostri frumenti. Abbiamo iniziato un programma di maltazione per riuscire a produrre una birra siciliana a  chilometro zero che speriamo di presentare a partire da mese di giugno prossimo. In atto compriamo i malti di ottima qualità prodotti da aziende belghe e tedesche mentre ii frumenti antichi che usiamo sono quelli coltivati nella nostra azienda già dal 2017″.

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