venerdì - 22 settembre 2017
 
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“Ma lascia stare… chi te lo fa fare…?”

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Questo è il pensiero comune di una moltitudine di persone. Il pensiero che diventa inopportuno quando, gratuitamente, viene consigliato agli altri; che fa desistere, chi lo manifesta, da qualsiasi azione, ancor prima di averci provato. Il triste modo di esprimersi di tanta gente che sa di star male, ma non allunga il braccio per star meglio. Gente che è peggio dei nemici dichiarati, perché spendono parole sopraffine per arrendersi al sopruso, oppure fingono soltanto di opporvisi cercando di dimostrare di essere distanti da opinioni, usi e comportamenti predefiniti. Come vigliacchi passano il tempo a non prendere una posizione, non si schierano e non si assumono la  responsabilità della propria vita, figuriamoci di quella altrui. Vivono con apatia e passività lamentandosi, ma guai a darli la soluzione, implicherebbe togliere loro da una situazione di cui, poi, non possono compiangersi più. Alzano la testa solo quando vedono minacciati i propri interessi. Se non sono investiti da problematiche afferenti alla loro strettissima sfera personale rimangono, nei confronti della società e delle problematiche comuni, indifferenti, deboli di volontà, ipocriti, pensatori inattivi. Si affacciano alla finestra, vedono la guerra fuori e la richiudono discretamente rimanendo, però, a sbirciare da dietro le persiana. Domani diranno che non sapevano nulla, di non aver visto, di non aver sentito perché la loro finestra è sempre stata chiusa. Ignorano o sacrificando la propria libera espressione soggettiva in modo più o meno marcato, per comodità, si adeguano e si adattano alle idee e all’aspetto esteriore delle regole, alla forma espressa dalla maggioranza o dal gruppo di cui fanno parte. Ignavi che rappresentano, per la società, un peso insostenibile, vere e proprie zavorre che limitano i processi di miglioramento, un fardello che, sempre più, sembra ingrassarsi, appesantirsi, divenire più voluminoso e molesto. “Ma lascia stare… chi te lo fa fare…” è l’espressione caratteristica di chi non riesce a spingere lo sguardo oltre i propri limiti e le proprie paure, di chi è diffidente verso il prossimo e pensa solo a se stesso, di chi strozza il proprio orgoglio non prendendo una posizione chiara, di chi soffoca il cambiamento avvelenando le relazioni.

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