Anno 1920 lo scultore Messina, su commissione del comitato, della cittadinanza e del duca d’Ossada Goffredo Vincenzo, realizza per conto del Comune di Longi il Monumento ai caduti del nostro paese, che solo per alcuni mesi è il secondo monumento ai caduti realizzato in Italia! Opera quindi di grande valore artistico e motivo di orgoglio per tutti gli abitanti di Longi.
Anno 2018, a quasi un secolo di distanza dalla realizzazione, la statua che rappresenta la vittoria viene malamente rovinata da cosiddetti interventi di “pulizia” dalla ruggine/sporcizia accumulatasi in questi 98 anni. Interventi realizzati, sicuramente in totale buona fede, da un cittadino longese volenteroso, ma effettuati senza seguire quelli che dovrebbero essere le normali procedure di un restauro fatto con cognizione di causa e soprattutto senza possedere le competenze necessarie. Ora una domanda sorge spontanea: ma è normale che chi dovrebbe tutelare il bene comune pecchi di una così totale leggerezza e superficialità nell’autorizzare ed assistere a questo scempio? È normale che, nonostante le infinite lamentele di buona parte dei cittadini, anche di esperti del settore, chi di competenza non abbia subito preso provvedimenti e bloccato questi lavori? Volendo anche credere nella buona fede di tutte le parti coinvolte, viene naturale anche pensare, dato che allo stato attuale i danni alla statua sono evidenti e ingenti, se il passaggio obbligato e urgente a questo punto non sia quello di smettere di tergiversare e incaricare un’equipe di esperti, innanzitutto per analizzare la situazione quantificando il danno, e cercare di salvare il salvabile.

Parte della dedica sul monumento dice: “amate la Patria di un amore grande come il nostro amore”…e amare la Patria è anche questo: non essere indifferenti e salvaguardare tutto quello che ne rappresenta la storia e l’identità!

Leggi anche:  Illuminazione Pubblica, ammessi a finanziamento 21 progetti dei Nebrodi