“Non c’è alcuna ineleggibilità”. Si difende così Gaetano Russo, presidente del Consiglio Comunale di Longi, dai possibili rilievi di ineleggibilità mossigli nei suoi confronti, e nei confronti del sindaco del Comune di Longi, Antonino Fabio.

Con una nota del suo legale, l’avvocato Calogero Drago, il presidente del Consiglio Comunale, replica alle denunce del consigliere comunale del gruppo di minoranza “Longi Casa Comune”, Antonino Miceliche fu dichiarato decaduto dal Consiglio comunale (ma successivamente reintegrato dal Tar di Catania) che sosteneva l’accusa secondo cui il sindaco Fabio, essendo il fratello del Presidente del Consiglio di amministrazione della Banca Credito Cooperativo che gestisce la tesoreria comunale fosse incompatibile con la carica di primo cittadino. Il sindaco Fabio fu dichiarato decaduto infatti dalla carica di sindaco per incompatibilità come ha stabilito la sentenza di primo grado del Tribunale di Patti a seguito di un ricorso, presentato proprio dallo stesso Miceli.

Nelle settimane scorse il deputato regionale del Movimento Centopassi all’Ars Claudio Fava aveva deciso di presentare una interrogazione parlamentare all’Ars delle autonomie locali e della funzione pubblica, Bernadette Grasso, proprio per chiedere spiegazioni. Nell’interrogazione infatti per il deputato regionale tale situazione risulterebbe in contrasto con le disposizioni di legge in merito alle cause di ineleggibilità ed in particolar modo dell’art. 67 della legge regionale n. 16/63, e l’incompatibilità, ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 della legge regionale n. 31/86 e ss.mm.ii.

Secondo il legale però Gaetano Russo “non sarebbe in contrasto con nessuna delle ipotesi di cui al n.2 del primo comma dell’art. 10 della legge reg.le 31/86 perché la norma non si applica a coloro che hanno parte in cooperative o consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri pubblici e il presidente del Consiglio comunale è dipendente della Banca di Credito Cooperativo della valle del Fitalia di Longi, non è titolare della società in quanto Cooperativa, non è amministratore in quanto dipendente (ai dipendenti è preclusa da statuto la funzione di amministratore) e non è dirigente della Banca di Credito Cooperativo della Valle del Fitalia”.

“Nessun atto è stato mai proposto contro Gaetano Russo – prosegue la nota -, innanzi alle competenti autorità giudiziarie, in merito ad una sua eventuale incompatibilità, né tantomeno alcun organo giudiziario si è mai pronunciato nei suoi confronti, e che S.Ecc.nza il Sig. Prefetto, interessato dall’opposizione, visti gli atti non ha adottato alcun provvedimento nei confronti del mio cliente. Egli non ha ricevuto, né è stato oggetto fino ad oggi, di alcuna comunicazione, né notizia di un qualsivoglia procedimento amministrativo o giudiziario in relazione ad una sua presunta incompatibilità. In merito alla vicenda, ed ai suoi contorni inesatti e diffamatori, preciso che il mio cliente ha dato mandato al sottoscritto di tutelare la sua immagine nei modi e termini di legge”.

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