“È penoso constatare che, sul gonfalone del comune di Longi, il sindaco Fabio ha fatto stampare a chiare lettere: “Haiu mugghieri”. Sceglie l’ironia il Gruppo Longi Casa Comune, gruppo di minoranza consiliare al Comune di Longi, per attaccare duramente il sindaco Antonio Fabio, reo di aver favorito la moglie, dipendente comunale, con una serie di atti amministrativi “ad personam”.

“Non è l’indignazione politica per l’assoluta mancanza di decenza civica, non è lo sgomento amministrativo per la sgangherata ed illegittima procedura applicata – scrivono in una nota i consiglieri -. Quello che monta, irrefrenabile ed incontenibile, è il disgusto etico: comportamenti talmente eclatanti e ripugnanti che lasciano attoniti per l’arroganza e la miseria d’animo. Ma veniamo ai fatti: Il 2 luglio 2018 con la determinazione sindacale n. 21, una dipendente comunale, appartenente alla categoria B1 (per intenderci, siamo ai piani inferiori della struttura amministrativa), viene innalzata, sic et simpliciter, agli onori di responsabile di area con incarico a termine (fino al 31 ottobre). Il 10 agosto 2018 con la deliberazione n. 120, la Giunta integra, con oneri a carico del bilancio comunale, le ore lavorative della dipendente in parola da 23 a 34 mensili. Il 5 novembre 2018 con la determinazione sindacale n. 25, la graziosa, ed ovviamente retribuita “onorificenza” di responsabile d’area viene riconfermata fino al 31 dicembre, impreziosendo, questa volta, il provvedimento di nomina con una perla straordinaria: in caso di assenza od impedimento della dipendente responsabile di area (ricordiamo, categoria B1), viene incaricata a sostituirla un’altra dipendente, però appartenente alla categoria C1, cioè ad una categoria superiore. Il 27 dicembre 2018: in clima natalizio, un altro pacco dono; con la deliberazione n. 193, la Giunta eleva la dipendente, con spesa sempre a carico del bilancio comunale, da lavoratrice in servizio part-time (34 ore) a servizio full-time (36 ore), mentre lascia scandalosamente al palo 19 unità di personale, da stabilizzare in ottemperanza al dettato della legge regionale n. 8/2018. Fin qui, direte, niente di nuovo: è la solita indecente politica (con la p infinitesimale). Ma c’è un particolare che getta una luce sinistra su tutta la vicenda: la dipendente in vertiginosa carriera e baciata dai provvedimenti comunali è la moglie del sindaco, pardon, è la first lady di Longi. Scriveva la caustica penna di Leo Longanesi che sul tricolore italiano bisognava scrivere il motto “Tengo famiglia”.

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