venerdì - 15 dicembre 2017
 
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Il commento del presidente del Parco dei Nebrodi

Antoci: “Massima fiducia nella magistratura”

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La notizia degli avvisi di garanzia per l’attentato nei miei confronti “mi fa avvicinare all’anniversario dell’attentato con maggiore consapevolezza che non ci si sbaglia a riporre la massima fiducia nella giustizia”.

Lo ha dichiarato all’Agi il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, relativamente agli avvisi di garanzia emessi dalla Dda di Messina per l’attentato della notte fra il 17 ed il 18 maggio del 2016.

“Apprendo dagli organi di stampa dell’emissione di numerosi avvisi di garanzia per l’attentato nei miei confronti”, ha riferito Antoci, “ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro che stanno facendo. Questi sono giorni che vivo con tristezza ed apprensione, appare chiaro che non potrò più essere la persona che ero prima di quella drammatica notte, ma la notizia di oggi mi fa avvicinare all’anniversario dell’attentato con maggiore consapevolezza che non ci si sbaglia a riporre la massima fiducia nella giustizia”.

“Continua su più fronti l’impegno del governo e delle forze dell’ordine contro la mafia dei Nebrodi. I 14 avvisi di garanzia spiccati dalla Direzione investigativa antimafia di Messina, in relazione all’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, seguono l’istituzione nei giorni scorsi del Reparto speciale Cacciatori dei Carabinieri a Sigonella”.

Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia. “Si tratta – aggiunge – di una mafia violenta, ricca e potente. Ha fatto bene l’esecutivo a non sottovalutarla. La notizia di oggi conferma che ci troviamo di fronte ad un’organizzazione spietata, capace di tutto, di fare affari grazie alle collusioni con il mondo dei colletti bianchi e di sparare”.

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“L’attentato ad Antoci – prosegue Lumia – è stato un atto di sfida alle istituzioni. È guerra e guerra sia’ fu l’espressione che usai all’indomani di quel fatto drammatico, che non è finito in tragedia solo grazie all’intervento del vice questore aggiunto Daniele Manganaro e agli assistenti capo Sebastiano Proto, Salvatore Santostefano e Tiziano Granata”.

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