domenica - 22 ottobre 2017
 
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Mafia, Gotha 6: i pm chiedono otto condanne

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Trent’anni per il boss Tindaro Calabrese e per Carmelo Salvatore Trifirò. Dieci anni sono stati richiesti per Salvatore Chiofalo, il quale dovrà rispondere di tentato omicidio. Sono le richieste dei pubblici ministeri Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio al Gup, Monia De Francesco, nell’ambito del processo abbreviato scaturito dall’operazione denominata Gotha 6, che ha smantellato il sistema criminale della mafia barcellonese grazie al determinante contributo dei collaboratori di giustizia
I collaboratori di giustizia hanno usufruito dell’articolo 8 per le dichiarazioni rese. Sei anni sono stati chiesti per Nunziato Siracusa, 12 per Santo Gullo, 8 per Carmelo D’Amico, 14 per il fratello Francesco D’Amico, 10 per Franco Munafò.

L’udienza preliminare era nei confronti di mandanti ed esecutori di ben 17 omicidi e di un tentato omicidio, avvenuti tra il 1993 ed il 2012 nel barcellonese. In pratica vent’anni di esecuzioni mafiose. Lunga la lista dei fatti di sangue agli atti di quest’ultima imponente inchiesta, in un arco temporale molto vasto: si parte dall’omicidio di Domenico Pelleriti, avvenuto a Terme Vigliatore il 23 luglio 1993, e si chiude con l’eliminazione di Giovanni Isgrò, il 1. dicembre 2012, un’esecuzione in un salone da barba a Barcellona. Tra i personaggi di primo piano coinvolti nella “Gotha 6” ci sono i boss Gullotti, Rao, Di Salvo e Calabrese, con i primi tre che si sono succeduti ai vertici della famiglia mafiosa dei Barcellonesi nell’ultimo ventennio. Il processo riprenderà con la parola alle difese.

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