giovedì - 29 giugno 2017
 
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in seguito all'attentato subito dal Presidente Antoci

Mafia, la Dia sequestra beni al reggente del clan dei Nebrodi

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Personale della Direzione investigativa antimafia di Catania, diretta da Renato Panvino, sta sequestrando beni al presunto reggente del clan mafioso operante a Cesarò, e referente territoriale, per la zona di Bronte e nel territorio dei Nebrodi, del clan catanese Santapaola-Ercolano.

Il Tribunale di Catania ha disposto il sequestro dell’ingente patrimonio di cui il soggetto risulta disporre direttamente o indirettamente, consistente in imprese operanti prettamente nel settore agricolo (allevamento e coltivazione di fondi), numerosi terreni agricoli, fabbricato ubicato in Cesarò (Messina), diversi veicoli, titoli ordinari Agea e rapporti finanziari in corso di quantificazione.

Il sequestro nei confronti di Giovanni Pruiti, attualmente detenuto, 41 anni, ritenuto reggente del clan mafioso operante a Cesarò e gerarchicamente inquadrato alle dirette dipendenze del pregiudicato Salvatore Catania, referente territoriale per la zona di Bronte e territori limitrofi della famiglia catanese “Santapaola”.

Gli approfondimenti investigativi avviati dalla D.I.A. in seguito all’attentato subito dal Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, hanno riguardato contributi AGEA nei confronti di persone collegabili direttamente o indirettamente ad associazioni mafiose operanti nel territorio nebroideo, con la svolgimento di mirate indagini patrimoniali. Tra le persone monitorate è emersa la figura di Clelia Bontempo, convivente di Giovanni Pruiti, fratello dell’ergastolano Giuseppe, condannato per associazione mafiosa ed omicidio. Giovanni Pruiti è stato condannato nel 2005 per partecipazione ad associazione di stampo mafioso, associazione diretta da Salvatore Catania ed operativa nei territori di Bronte, Maniace, San Teodoro e Cesarò.

“La mafia dei Nebrodi viene colpita in un uno dei suoi pilastri fondamentali: il patrimonio. Un altro importante risultato ottenuto grazie al lavoro della Dia di Catania e di quella di Messina nei confronti di una mafia violenta e pericolosa”. Lo scrive in una nota Giuseppe Lumia (Pd), componente della Commissione parlamentare antimafia. “La ‘mafia dei pastori’ – aggiunge – si è evoluta in ‘mafia dei terreni e degli affari’. I Pruiti fanno parte del sistema che agisce a cavallo tra le province di Messina, Enna e Catania, avendo come punti fermi i centri di Cesarò e Bronte. Questa famiglia è in grado di tenere i rapporti sia con la mafia tortoriciana sia con quella dei Santapaola”.

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