Riceviamo e pubblichiamo una nota da parte di Michele Schillaci, commissario comunale Forza Italia Cerami, riguardo la situazione migranti nel comune nebroideo. Il giovane ceramese lamenta, a più riprese, le inefficienze della macchina amministrativa nella gestione dell’emergenza migrati e nell’adesione, o meno, allo SPRAR.

Da qui una serie di riflessioni del commissario comunale, che pubblichiamo integralmente.

“Nel consiglio comunale straordinario del 7 luglio u.s. con oggetto: “accoglienza immigrati nel territorio comunale di Cerami”, i ceramesi hanno assistito alla discolpa dell’amministrazione comunale. “Nuddu nenti sapìa”. Questo il messaggio che i partecipanti, ignari di certi macchinosi procedimenti, hanno diffuso nel paese. E’ necessario fare un po’ di chiarezza per non cadere nella trappola di chi fa finta di provare stupore mentre era già a conoscenza di come sarebbe andata a finire la districata questione dell’accoglienza. La cosa certa è che Cerami, con i suoi neanche 2000 abitanti, non può sostenere i più di venti immigrati giunti nei primi giorni di questo mese.

L’accoglienza è un dovere ma in questi termini è, senza tema di smentita, una vera e propria invasione!

Già nel mese di gennaio i Sindaci dei Comuni della provincia di Enna sono stati informati dal Prefetto riguardo la necessità di scegliere o di accogliere gli immigranti volontariamente, aderendo allo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), oppure permettere a cooperative private, invitate con avviso pubblico della prefettura del 26 aprile scorso, di gestire il servizio di accoglienza nel territorio comunale. Sembra chiaro come questo fenomeno non può essere ignorato dagli enti locali che, pertanto, possono solo scegliere se gestirlo o subirlo. Ed è altrettanto chiaro come l’amministrazione Pitronaci abbia scelto la seconda opzione così da permettere ai forestieri di venire a fare e disfare nel nostro comune senza che nessuno, ora, è nelle condizioni di poter controllare la situazione.
Il progetto SPRAR (www.sprar.it) prevede l’applicazione della “clausola di salvaguardia” che rende esenti, i Comuni aderenti, dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” ovvero attraverso i CAS (Centri di Accoglienza Speciale) gestiti dalle cooperative private. Otto è il numero di immigrati spettante a Cerami in riferimento al Piano di ripartizione siglato dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani); non rientrano tra questi i minori non accompagnati per i quali non sono previsti tetti massimi. Questo numero viene rispettato tassativamente nel caso dello SPRAR che consiste in un piano di integrazione, di durata triennale, per immigrati di secondo livello cioè di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale. Deputati all’accoglienza sono i CAS che con l’alibi dell’emergenza ospitano un numero maggiore e variabile di immigrati di primo livello ovvero di coloro che devono ancora chiarire la loro posizione perché da poco giunti nel nostro paese. Importante precisare come i progetti SPRAR creino un indotto non indifferente nel territorio in cui vengono realizzati con la differenza che il rigido controllo di spesa e di rendicontazione non permette, come invece spesso avviene per i CAS, che ci siano bieche speculazioni da parte di enti privati. Il Comune, poi, avrebbe potuto prevedere per gli immigrati al posto dell’attuale, sterile e privo di prospettiva, bivacco dei lavori di utilità sociale che sarebbero potuti servire a creare i presupposti a una vera integrazione. Cerami, o meglio la Sua amministrazione, ha preferito essere vittima del balordo e più che discutibile sistema. E’ inutile aderire tardivamente allo SPRAR perché il CAS esistente, già finanziato, non troverà chiusura immediata. E’ altrettanto inutile ricercare incongruenze tecniche della struttura ospitante perché con la scusa dell’emergenza purtroppo tutto sembra lecito. Il danno è fatto!
Forza Italia Cerami si chiede se, come si vuol far credere, certe responsabilità siano da attribuire interamente alla prefettura o anche a coloro che avevano la facoltà di gestire questo fenomeno in maniera da poter ridurre al minimo i rischi per il paese? Ai posteri l’ardua sentenza.

Michele Schillaci, Commissario comunale Forza Italia Cerami

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