giovedì - 14 dicembre 2017
 
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La Tari relativa al 2016 è stata versata solamente dal 50% degli utenti

Mistretta, arrivano gli avvisi di pagamento della TARI ed è polemica

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Sono 2620 gli avvisi di pagamento emanati, in questi giorni, dal comune di Mistretta per il pagamento del tributo TARI, acronimo di Tassa sui Rifiuti. Il balzello meno amato dalle famiglie amastratine, che per l’anno 2016 è stato corrisposto solo dal 50% esatto degli utenti, punta alla copertura del ruolo Tari 2017, che ammonta ad 1 milione 182 mila euro, compreso di addizionale provinciale nella misura del 5%.

La tassa, dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali ed aree scoperte, adibiti a qualsiasi uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani, potrà essere pagata utilizzando i modelli F24 allegati all’avviso, in un’unica soluzione o in due rate a distanza di due mesi una dall’altra. Un particolare, paradossale, che riguarda quest’ultimo aspetto, sta nel fatto che la data di scadenza della prima rata, riportata sul modello di pagamento unificato degli avvisi recapitati ai contribuenti in questi giorni, risale a un mese fa: 16 ottobre 2017 (?)

Confronti, discussioni animose, polemiche impazzano per la città. In ogni dove non si parla che di “spazzatura” e degli importi in bolletta che, alla gente, sembrano troppo esagerati. In molti lamentano l’esorbitante costo del servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati alla smaltimento. A sostenere le lamentele della gente e le ragioni dei tanti che affermano in giro di essere intenzionati a non voler versare l’esagerato tributo, è il gruppo di maggioranza consiliare Sosteniamo Mistretta che, oramai da diverso tempo, difende chi, per un motivo o per un altro, non intende pagare. Secondo i consiglieri  la tassa sarebbe iniqua poiché viziata da un’irregolarità legata al piano finanziario del servizio gestione dei rifiuti che risale all’anno 2014 come, d’altro canto, i coefficienti ed il piano tariffario della TARI. Il consigliere comunale Vincenzo Tamburello asserisce che il Comune di Mistretta è in difetto e non gli sarebbe, pertanto, concesso richiedere il pagamento del tributo, perchè l’Ente non si sarebbe ancora dotato del piano finanziario Tari 2017, così come prevedono le direttive del Ministero delle Finanze.

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L’articolo 1, comma 683, della legge numero 147/2013, disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, recita: “Il consiglio comunale deve approvare, entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione, le tariffe della TARI in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso (in questo caso il Comune di Mistretta) ed approvato dal consiglio comunale o da altra autorità competente a norma delle leggi vigenti in materia…”.

Il piano finanziario del servizio gestione dei rifiuti del Comune di Mistretta, esattamente come affermano i consiglieri comunali di opposizione, risale all’anno 2014. Tenuto conto che di anno in anno possono verificarsi delle variazione, inerenti ai costi di gestione del servizio, senza neppure predisporre un piano finanziario previsionale, è legittimo, valido, regolare, ci chiediamo, applicare le tariffe su uno strumento di funzione finanziaria che risale a tre anni fa?

Nell’ipotesi fossimo di fronte ad una irregolarità e l’utente amastratino fosse chiamato a pagare più di quanto dovuto, lo stesso potrà, in primo luogo, impugnare l’avviso di pagamento in autotutela, ossia rivolgendosi direttamente all’ufficio tributi del Comune di Mistretta. In caso di risposta negativa o assente, potrà effettuare l’impugnazione presso la Commissione Tributaria Provinciale di Messina, il prima possibile, in quanto l’autotutela non sospende i termini per l’impugnazione.

Pagare le tasse è un preciso dovere morale che dobbiamo sempre tenere in evidenza e ciascuno, in rapporto alle proprie possibilità, deve contribuire. Affermato questo sacrosanto dovere, occorre richiamare un secondo principio non meno importante: che le tasse siano eque.

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