E’ stato merito loro. Merito dei medici che si trovavano in servizio presso l’Unità Operativa dell’ospedale SS Salvatore di Mistretta dedicata ai casi di emergenza, i quali sono riusciti a capire che l’oggetto di piccole dimensioni che il bambino di Castel di Lucio diceva di aver ingerito, senza che i genitori se ne fossero accorti, era una batteria al litio. Una disk battery, una pila a bottone di uso comune nei videogiochi e in altri dispositivi.

Nel tardo pomeriggio di martedì il piccolo G., di 5 anni, si reca dai propri genitori e racconta loro di aver ingerito qualcosa, mentre era intento a giocare con i suoi giocattoli. Il bambino non aggiunge altro, ma riesce vagamente a spiegare alla propria mamma che forse si trattava di una calamita. La genitrice chiaramente viene assalita dal panico, ma riesce a mantenere la lucidità che gli consente di mettersi in macchina ed accompagnare il proprio figlio al Pronto Soccorso di Mistretta.

Preso in carico dai sanitari il piccolo G. viene sottoposto ad esami radiografici e ad altri tipi di indagini per mezzo dei quali è possibile rilevare la presenza di un’oggetto metallico nella pancia del bambino (vedi immagine di copertina). Qualcosa che, in realtà, sembrava avere la forma di una calamita, esattamente come aveva dichiarato lo stesso bambino prima alla mamma e poi ai medici che lo avevano intervistato. Nulla di preoccupante, considerato che, in questi casi, l’unica cosa che rimane da fare e aspettare che il corpo estraneo, seguendo il percorso intestinale, venga espulso.

La scrupolosità di un medico, però, rimanda la diagnosi quasi certa ed evita, come avrete modo di capire dal nostro racconto, il peggio per il bambino. Il sanitario, assalito dal dubbio che il corpo estraneo nell’addome del piccolo fosse una calamita, prende il telecomando della propria auto e la sottopone a raggi X (foto) in modo da mettere a confronto la lastra della batteria del dispositivo con la presunta calamita ingerita dal bambino. Il confronto sgombera il campo da tutti i dubbi: l’oggetto nell’addome del il piccolo G è una batteria al litio che, per effetto carica elettrica, si sarebbe attaccata alle pareti dello stomaco, avrebbe rilasciato gli acidi i quali avrebbero bruciando i tessuti, provocando possibili emorragie interne e mettendo a rischio la vita del piccolo.

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Immediatamente vengono attivate le procedure di emergenza previste dal protocollo nazionale ed europeo per questo tipo di eventi ed organizzato il trasferimento del bambino presso il reparto di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale “Di Cristina” di Palermo, sede del Dipartimento di Pediatria per rimuovere l’oggetto estraneo in condizioni di massima sicurezza, con tutti gli accorgimenti del caso, poiché – come ci ha spiegato telefonicamente un medico della Chirurgia Endoscopica Digestiva dell’Ospedale dei Bambini“una rimozione endoscopica “improvvisata”, dettata dall’urgenza, potrebbe causare imponenti emorragie potenzialmente mortali. In situazioni del genere in primis è fondamentale l’individuazione della disk battery, secondariamente la tempestività, mettendo in atto ogni necessaria cautela, accortezza e prudenza”.

L’intervento di rimozione della pila a bottone, per via endoscopica, si conclude nel migliore dei modi e senza alcun problema tanto che non è stato necessario ricorrere a nessuna delle misure straordinarie predisposte per gestire casi di questo genere. I successivi esami diagnostici confermato l’assenza di sanguinamenti o di altre complicanze ed il piccolo paziente castelluccese ha potuto serenamente lasciare il reparto di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale “Di Cristina” di Palermo, nella mattinata di oggi, in buone condizioni generali.

Le batterie di questo tipo – apprendiamo dai medici dal reparto di Chirurgia Peiatrica del nosocomio palermitano – sono dette “killer” perché le lesioni che provocano possono essere talmente gravi da causare la morte. La permanenza all’interno del corpo per troppo tempo può generare fistole dando origine ad emorragie gravissime con conseguenze, come detto, anche letali. Determinante è stata la corretta identificazione della disk battery da parte dei medici del Pronto Soccorso di Mistretta i quali con la loro scrupolosità hanno dato un indispensabile contributo affinché la disavventura un bambino di 5 anni si concludesse nel migliore dei modi.

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