domenica - 25 giugno 2017
 
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Porracciolo all'assemblea, Testagrossa convoca consiglio per lasciare l'associazione

Decadenza dei sindaci, Comune di Mistretta si spacca anche sull’Anci

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Nel medesimo giorno in cui il primo cittadino di Mistretta, Liborio Porracciolo, con la giunta quasi al completo, partecipava al consiglio regionale dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, a Palermo, assieme agli altri sindaci siciliani chiamati a raccolta dal presidente Leoluca Orlando e dal direttore Emanuele Alvano per lanciare la controffensiva alla nuova norma regionale che prevede la decadenza di un sindaco in caso di mancata approvazione dei bilanci di previsione, il presidente del consiglio comunale di Mistretta, Felice Testagrossa, convocava il Consiglio Comunale, per giovedì 20 aprile, in seduta straordinaria ed urgente.

Punto all’ordine del giorno: “recesso dall’Associazione AnciSicilia” poiché, secondo i consiglieri del gruppo Sosteniamo Mistretta, che costituiscono di maggioranza in seno al civico consesso, l’azione dell’AnciSicilia è volta a tutelare e contrastare la cessazione anticipata della carica dei sindaci e delle giunte, ponendo a fondamento dell’azione la sola tutela dei sindaci, dimenticando – scrivono i consiglieri di maggioranza- l’esistenza del Consiglio Comunale parimenti rappresentativo della volontà popolare e parimenti eletto democraticamente al pari del sindaco.

“L’Anci – scrivono i consiglieri nella richiesta di autoconvocazione del Consiglio Comunale – quale libera associazione formata da comuni o unioni di comuni, destinataria di fondi pubblici, trasferiti dai bilanci comunali quali contributi associativi, contravviene palesemente nella tutela degli interessi complessivi dell’intero Ente dinanzi agli organi della Regione Siciliana, dello Stato, dell’Unione Europea.

“L’azione promossa da AnciSicilia – lamentano e sottoscrivono i consiglieri del gruppo Sosteniamo Mistretta- contravvengono palesemente a quanto disposto nel proprio statuto ed in particolare a quanto previsto all’articolo 1 dello stesso, e più precisamente alla pari dignità costituzionale fra tutti i livelli di governo della Repubblica e dell’Unione Europea, attraverso la tutela, la rappresentanza e l’ordinamento delle autonomie locali e dei diritti dei loro aderenti”.

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