Da parecchio tempo, troppo forse, molti quartieri della Città di Mistretta sono completamente al buio. Diverse strade, in pieno centro, sono completamente privi di illuminazione pubblica. Centinaia le richieste di sollecito inoltrate dai cittadini al comune amastratino con le quali vengono segnalati i disagi e reclamato il servizio pubblico. Le segnalazioni non si contano più, ma cosa ancor peggiore ed inquietante è che le richieste d’intervento non vengono prese in considerazione. Almeno gran parte di esse.

Il servizio d’illuminazione pubblica non risponde alla fondamentale esigenza di sicurezza dei cittadini e le decine di pali pericolanti, provati dal passar del tempo e dalla lunga vita di servizio, costituiscono un pericolo per la pubblica incolumità. Sono inclinati, molti con ruggine alla base, come quello nell’immagine di copertina che abbiamo fotografato ieri, nella trafficatissima via Gramsci, piantato, per modo di dire, nel marciapiede di rimpetto al Centro per l’Impiego di Mistretta. Uno dei tanti pali che necessitano di essere sostituti o di essere messi in sicurezza, senza perdere altro tempo.

Siamo davanti ad un impianto d’illuminazione vecchio e fatiscente che andrebbe completamente rivisto e controllato, per una questione di sicurezza, e riammodernato in tutta la città, con piani di illuminazione che regolano e garantiscono l’omogeneità del territorio. Servirebbero centinaia di milioni di euro per rinnovare tutta la rete, ma, oggi, il Comune di Mistretta non è nelle condizioni di sostenere simili costi.

In relazione all’avviso pubblico del Po Fesr 2017-2020, dell’ambito “Energia sostenibile e qualità della vita” che si concentrava sull’ammodernamento e l’efficientamento della pubblica illuminazione, il Comune di Mistretta ha avuto la possibilità di partecipare presentando un progetto di riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione, non l’ha fatto. Il Comune amastratino diserta il bando emanato dall’Assessorato regionale all’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, che scadeva nel settembre 2018, 139 furono i Comuni i cui progetti furono ammessi a finanziamento, diversi dei quali ricadenti nell’area dei Nebrodi.

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