Il Segretario comunale di Mistretta, Andrea Gaglio, replica alle nostre considerazioni e lo fa tramite social con un’esposizione “postata” in contiguità dell’articolo. Riferendosi al nostro pezzo, e nello specifico alla parte che lo riguarda, afferma che la stessa parte è infondata, fuorviante ed offensiva e, auspicando una rettifica, sottolinea che il controllo preventivo di legittimità delle proposte deliberative spetta oggi, per legge, ai funzionari responsabili dei servizi che in entrambi i casi, ne hanno attestato la legittimità con l’espressione di pareri favorevoli.

L’articolo di cui parliamo è stato pubblicato da Nebrodi News lo scorso sabato e tratta la revoca di una delibera di Giunta municipale relativa alla riduzione del mutuo Cassa Depositi e Prestiti “Lavori di completamento, ristrutturazione e restauro dei locali dell’ex Cine-Teatro Odeon”. Nel pezzo, chi scrive, incalzato dai frequenti dubbi evidenziati in questi giorni da cittadini e lettori, circa le competenze del Segretario comunale, in merito alla deliberazione relativa alla riduzione del mutuo Cassa Depositi e Prestiti, revocata alla fine della fiera dai commissari ministeriali, solleva perplessità legate al fatto che, nella seduta di Giunta, il funzionario consente l’adozione del deliberato senza formulare alcun rilievo.

A seguito, però, di una richiesta di chiarimenti da parte di un consigliere comunale, il Segretario, propone la revoca in autotutela scrivendo: “si rileva che se il deliberato della Giunta comunale non è conforme e in linea con il deliberato del Consiglio comunale del 22/12/2014 come appare nel caso di specie, la deliberazione della Giunta comunale n.26 del 26 febbraio 2019, viziata per incompetenza dell’Organo deliberante e va revocata immediatamente”. Quindi il funzionario comunale si accorge del “vizio” e si pronuncia in merito, solamente dopo la comunicazione del consigliere.

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Cosa che, a nostro parere, avrebbe dovuto esaminare prima della deliberazione, valutandone la correttezza dal punto di vista giuridico. Non abbiamo scritto che il Segretario deve fornire pareri preventivi di legittimità tecnica, abbiamo solo rilevato, per quanto riportato nella delibera di giunta, un mancato o insufficiente apporto di assistenza giuridico-amministrativa poiché il Funzionario nulla sembra aver evidenziato e/o rilevato in merito.  Il Segretario comunale è parte della Giunta, e deve collaborare ed assistere l’Organo di governo per ciò che attengono aspetti di natura giuridica, per quanto di sua competenza. Non funge quindi solo da notaio e/o organo verbalizzante.

L’espressione di un parere favorevole di regolarità tecnica è vero che conduce a ritenere che l’ufficio preposto abbia attentamente valutato ed approfondito i presupposti di diritto e di fatto in ordine alla legittimità dell’azione dell’atto medesimo, ma ciò, non esonera il Segretario comunale da valutazioni di merito in fase di deliberazione.

Perché non ha proceduto ad un approfondimento della questione prima che l’Organo di governo deliberasse, e ciò anche in relazione a situazione analoga già affrontata in passato in merito allo stesso argomento? Perché solo dopo che un consigliere ha manifestato perplessità, si è determinato che “…questo ufficio ritiene che vada immediatamente revocata la deliberazione della giunta comunale…..” E se il Segretario ha formulato delle considerazioni, perché nulla si riporta in delibera?

Perché scaricare la colpa sempre e in ogni caso ai funzionari dell’Ente, e non avviare un’attività istruttoria (attività  che si ribadisce è stata posta in essere solo dopo l’approvazione della delibera e della richiesta di chiarimenti da parte di un consigliere comunale) parallela con gli uffici prima che la stessa venisse deliberata?Risulta a vero che nonostante la richiesta di revoca in autotutela, l’Amministrazione comunale ha assegnato agli uffici preposti, ai fini dell’attuazione degli atti conseguenziali, il termine di 10 giorni?

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E se è vero che nonostante i rilievi formulati dal Segretario comunale l’Amministrazione avrebbe assegnato agli uffici preposti ai fini dell’attuazione degli atti conseguenziali il termine di 10 giorni,  se è vero, da quanto ci risulta, che l’ufficio tecnico non aveva proceduto a nessuna revoca, ma anzi avrebbe addirittura riconfermato con atto successivo il proprio parere tecnico favorevole già espresso (e ciò anche a seguito dell’istruttoria posta in essere dal segretario), all’esito delle valutazioni e dell’attività istruttoria condotta dallo stesso, si è proceduto a segnalare alla Procura della Corte dei Conti, così come peraltro formalmente richiesto da un consigliere comunale, l’eventuale anomalia riscontrate, anche in presenza di un possibile danno erariale a cui l’Ente andava incontro?

Visto che l’ufficio non aveva proceduto a nessuna revoca, ma anzi, per quanto ci risulta, avrebbe addirittura riconfermato con atto successivo il proprio parere tecnico favorevole già espresso e ciò anche a seguito dell’istruttoria posta in essere dal Segretario. Le domande di oggi valgono anche per l’attività posta in essere qualche anno prima, quando la Giunta municipale guidata da Porracciolo aveva, per lo stesso mutuo, deliberato una devoluzione con diverso utilizzo, rispetto alle finalità per le quali lo stesso era stato concesso. Anche in quell’occasione il Segretario, in sede di deliberazione, non rilevò alcuna criticità.

Anche allora i consiglieri comunali, a causa del silenzio del segretario comunale, formularono una richiesta di chiarimenti alla quale lo stesso rispose che il Consiglio comunale si era precedentemente espresso sulla devoluzione per la realizzazione di altra opera evidenziando che la competenza esclusiva è del Consiglio comunale e in assenza di un’espressa manifestazione di volontà da parte di tale Organo, ai fini dell’utilizzo del mutuo, l’atto è viziato per incompetenza dell’Organo deliberante.

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