Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota, inviata alla redazione di questo giornale, dal Presidente del consiglio comunale di Mistretta, Felice Testagrossa. Nota letta dallo stesso Presidente nell’ultima seduta di civico consesso, sotto forma di dichiarazione di voto.

” L’art. 158, co I, TUEL stabilisce che “il rendiconto, oltre alla dimostrazione contabile della spesa, documenta i risultati ottenuti in termini di efficienza ed efficacia dell’intervento di un’amministrazione” . Dal rendiconto, dunque, si stabilisce con precisione, se il Sindaco, la Sua Giunta e i consiglieri che lo sostengono, hanno saputo realizzare il loro programma elettorale, garantire e migliorare i servizi e con essi la vita della comunità che rappresenta. Basta una lettura superficiale per affermare che l’azione politica condotta da questa amministrazione  è stata ed è fallimentare sotto tutti i vari equilibri del bilancio.

Basta dare un’occhiata alla deliberazione della Corte dei Conti n.146/2018/PRSP adottata nell’adunanza del 03 maggio 2018 per leggere solo dati negativi,  frutto di una politica sconnessa che, di certo non fa e non ha fatto gli interessi della comunità. La distanza stratosferica di questa amministrazione dal programma e dagli intendimenti dibattuti nell’ultima campagna elettorale e nel Documento sopra indicato, mette a nudo da un lato l’inesistenza di una strategia politica e dall’altro, precise responsabilità per tale stato di cose. Si rileva ed emerge dall’esame del rendiconto e dall’esame dell’azione politica del Sindaco, della Sua Giunta e dai consiglieri comunali che lo sostengono, una struttura totalmente allo sbando, asservita alla logica dell’approssimazione quotidiana e della conseguente irresponsabilità gestionale; Si rileva una struttura apparentemente priva di qualsiasi idea di pianificazione e di visione di insieme e di assenza di un minimo di coordinamento.

A nulla è giovato il principio da sempre fissato la Corte dei Conti secondo cui “gli amministratori e i funzionari degli enti locali devono evidenziare con tempestività le passività insorte che determinano debiti fuori bilancio e conseguentemente adottare tempestivamente gli atti necessari a riportare in equilibrio la gestione modificando se necessario le priorità in ordine alle spese e al fine di garantire questa tempestività nell’adozione dei provvedimenti necessari di riequilibrio e copertura dei debiti fuori bilancio l’ufficio competente deve operare un controllo concomitante e costante sulla situazione gestionale non limitandosi a operare alle scadenze previste all’art. 193 T.U.EE.LL. che costituisce un momento di controllo obbligatorio” (Corte dei Conti – Sezione delle Autonomie, delibera 23/SEZAUT/2013/INPR), tale da rilevare per il caso di specie, e riferito proprio al Comune di Mistretta, così come riportato nella superiore deliberazione della Corte dei Conti n.146/2018/PRSP, “il reiterarsi e le dimensioni quantitative di tale fenomeno impongono l’applicazione delle restrizioni previste dall’art. 188 comma 1 quater, del TUEL.”

Sembra, ancorché tutti ne siano a conoscenza, che a nulla importi che il riconoscimento dell’esposizione debitoria “extra bilancio” generi l’obbligo della contabilizzazione e della quantificazione finanziaria del debito riconosciuto, al fine del rispetto di quei fondamentali principi di bilancio di universalità, veridicità e attendibilità. È utile, comunque oggi ricordare, come qualche anno addietro, proprio con riferimento ai citati principi fondamentali, il sottoscritto, alcuni consiglieri comunali, il responsabile dell’ufficio finanziario e l’allora revisore dei conti, rilevarono come il bilancio di gestione 2015, il rendiconto 2015, nonché lo schema del bilancio di previsione 2016 (C.fr. delibera n. 189 del 25.11.2016), approvati dalla giunta e da una parte del consiglio comunale non rispettassero i suddetti principi contabili.

Più volte, il sottoscritto, ha formalmente rilevato e denunciato, in fase di approvazione dei suddetti atti contabili, questo strano modus operandi del sindaco e della giunta Porracciolo, per non aver avviato una seria ricognizione di tutti i debiti fuori bilancio riconoscibili ai sensi dell’Art. 194 del TUEL, al fine di consentire l’emersione della complessiva situazione debitoria, funzionale all’adozione di un piano di risanamento del Bilancio dell’Ente. Tale modus operandi, è stato, è continua ad essere ampiamente sposato, condiviso e fatto proprio anche dai consiglieri comunali che sostengono il Sindaco Porracciolo, nelle persone del consigliere Franco Scarito, Rita Lutri, Salamone Giuseppe, Valeria Lentini, Liria Di Maria e Mariangela Cuva.

Questi consiglieri comunali sono corresponsabili di questo immane disastro finanziario, prestandosi ad essere il braccio operativo, i materiali esecutori delle azioni sconnesse e delle scellerate proposte avanzate dalla Giunta, approvando a maggioranza con il proprio voto favorevole, nell’assoluto silenzio e consapevolezza, bilanci e rendiconti nei quali venivano elusi con ridicoli escamotage, masse debitorie sostanziali, la cui conseguenza naturale è il trascinare di fatto l’Ente, verso una situazione di pre-dissesto.

A noi comunque, spettano valutazioni politiche. La buona politica e il senso di responsabilità, nonché la buona responsabilità, dovrebbe far riflettere alcune figure politiche sulla opportunità o meno di ripresentarsi in questa assise e di continuare per questa via. La buona politica e il senso di responsabilità dovrebbe far riflettere ancor di più, alcune figure politiche, sulla opportunità di continuare ad attribuire le proprie responsabilità a soggetti che risultano assolutamente estranei ai processi che hanno di fatto determinato e condotto l’ente in una  situazione di pre-dissesto finanziario. Ebbene, se la massa debitoria emersa e riferita al bilancio 2015-2016 e 2017 è stata oggi attestata, è solo grazie all’attività responsabile di pochi soggetti, tra cui il sottoscritto.

Se le azioni svolte, finalizzate a mettere a nudo ed a porre fine a fantasiosi e impraticabili modelli elusivi e dilatori, al fine di preservare l’Ente, sono state qualificate dai consiglieri sostenitori della giunta Porracciolo, come azioni distruttive e sfasciste, in quanto inequivocabilmente contrarie alla tutela degli interessi della collettività questo Presidente ne è onorato e va avanti. Rimango però certamente confuso, nell’individuare a quale senso di responsabilità che ha da sempre contraddistinto il vostro gruppo consiliare, Voi fate riferimento.

Prendere atto della situazione economica finanziaria è un atto dovuto in relazione a quelle che sono le responsabilità penali e contabili. Quanto sopra affermato, trova incontrovertibile riscontro anche in quanto riportato nella deliberazione della Corte dei Conti n.146/2018/PRSP adottata nell’adunanza del 03 maggio 2018. Controllo finanziario degli Enti Locali – art. 1,comma 166 e segg. della L.266/2005 – Osservazioni in ordine alla relazione sul rendiconto 2015, sulla mancata approvazione del bilancio di previsione 2016/2018 e del rendiconto 2016. Direttive e adozione misure correttive” e nello specifico nella parte conclusiva ove rileva: “la Sezione accertata la presenza di numerose rilevanti irregolarità contabili e criticità di bilancio che, ove non vengano corrette, possono generare risultati di amministrazione non veritieri e non rispondenti alle disposizioni contabili vigenti, mettendo a rischio i già precari equilibri di bilancio e inasprendo le tensioni in termini di cassa in considerazione anche del permanere di irrisolte difficoltà  di riscossione delle entrate”

Nell’approvare il bilancio di previsione 2016, mentre i fantomatici responsabili, consiglieri comunali sostenitori del Sindaco si davano alla fuga, ebbi a dire che “La verità, inevitabilmente, che viene fuori in tutta la sua crudezza e tristezza da quanto sopra rappresentato dal sottoscritto, è l’assoluta incapacità, inadeguatezza e leggerezza con cui dall’insediamento di questo sindaco ad oggi risulta amministrato questo sventurato  paese. ….. e che  il reale risultato della Sua gestione appare, significativamente negativo e tale da indurre l’Ente, da qui a pochi mesi, a ricorrere, necessariamente,  per responsabilità riconducibili solo alla Sua incapacità, alla procedura di predissesto prevista dal TUEL e conseguentemente ad approvare un Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale.

Ribadisco oggi ancora più fermamente tale assunto, certo che il mio voto favorevole all’approvazione dell’atto in esame, è anche palese presa d’atto delle ormai note questioni di ordine sociale e pubblico per tutelare tutte le famiglie dei dipendenti a tempo determinato dell’Ente che aspettano con tribolazione l’avvio e la definizione della loro stabilizzazione, dei fornitori che attendono con ansia il pagamento delle fatture, ed ai quali, maldestramente, alcuni amministratori locali e qualche dipendente dell’ente, hanno raccontato e raccontano loro, che la colpa dei ritardi nei pagamenti è solo del Consiglio comunale, o meglio, SOLO di una parte del consiglio comunale e non invece della loro assoluta incapacità di amministrare e gestire la cosa pubblica.

Per quanto contenuto nel presente documento, richiamando tutte le proprie dichiarazioni di voto  allegate alle delibere consiliari relative al bilancio di previsione 2015, consuntivo 2015, bilancio di previsione 2016, e il cui contenuto è da intendersi integralmente qui riportato e trascritto, manifesto il mio voto favorevole all’approvazione del rendiconto di gestione 2016, poiché unico atto prodromico necessario per consentire l’avvio del ripiano dei debiti fuori bilancio certificati dagli uffici al 31.12.2016, mediante avvio della procedura di riequilibrio pluriennale ex art. 243 bis del TUEL, e in ossequio alle disposizioni di cui alla deliberazione della Corte dei Conti n.146/2018/PRSP adottata nell’adunanza del 03 maggio 2018. Controllo finanziario degli Enti Locali – art. 1,comma 166 e segg. della L.266/2005 – Osservazioni in ordine alla relazione sul rendiconto 2015, sulla mancata approvazione del bilancio di previsione 2016/2018 e del rendiconto 2016. Direttive e adozione misure correttive”.

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