domenica - 23 settembre 2018
 
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Durante il convegno 'La nuova sfida territoriale: le cinque aree interne siciliane"

Musumeci vuole ripensare le aree interne: “Questa suddivisione non mi piace”

Nello Musumeci
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“Non mi piace questa suddivisione delle aree interne siciliane. Come si fa a tenere fuori l’Ennese, il Vallone Nisseno e certe aree dell’Agrigentino? Questo è un punto di inizio. Dobbiamo puntare all’integrazione di altre aree interne e passare alla fase concreta della progettazione, perché per lungo tempo in Sicilia la programamzione è stata un susseguirsi di tavole rotonde”.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, durante il convegno all’Albergo delle Povere dal titolo ‘La nuova sfida territoriale: le cinque aree interne siciliane”, esprime critiche alle aree interne e alla sua programmazione. L’incontro è relativo al Programma Operativo Fesr Sicilia 2014/2020. “Sono fortemente preoccupato dal tempo perduto nella realizzazione delle strategie delle Aree Interne, che in Sicilia risulta molto più pericoloso che in altre parti d’Italia –ha aggiunto –  non dimentichiamo che la Sicilia è l’ultima regione d’Italia e a noi spetta il compito di cambiare questo stato di cose, a dispetto della rassegnazione, tara atavica dei Siciliani. Avrei disegnato diversamente le Aree interne – continua il Presidente – ma consideriamo questo un punto di partenza per la prossima programmazione: dobbiamo quindi darci tempi di lavoro precisi, che permettano di recuperare i ritardi e passare all’attività pratica”.

In Sicilia sono state individuate cinque aree interne: Madonie, Nebrodi, Simeto-Etna, Terre Sicane, Calatino. Si tratta di aree geograficamente distanti da centri di offerta di servizi essenziali, in termini di istruzione, salute e mobilità. Per i 65 comuni siciliani inclusi nelle ‘Aree Interne’ è previsto un finanziamento di 155 milioni di euro.

Ad aprire l’incontro territoriale del Po Fesr Sicilia 2014-2020 “ la nuova sfida territoriale -le cinque aree interne siciliane” è stato l’Autorità di coordinamento del Po Fesr Sicilia 2014-2020, Dario Tornabene, seguiti dall’intervento di Bernardette Grasso, Assessore regionale agli Enti Locali, che ha sottolineato come “le difficoltà di alcune aree siciliane siano maggiori di quanto si possa immaginare. Le Aree Interne soffrono soprattutto in relazione alla sanità, alla scuola, ai servizi, al trasporto pubblico e devono fare in modo di utilizzare al più presto le possibilità offerte loro”.

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Sabrina Lucatelli, per il Comitato Tecnico Aree Interne,  ha ripercorso  i momenti salienti dell’attività di ri-dinamizzazione demografica e sviluppo sanitario delle 72 Aree interne italiane, sottolineando come il tempo necessario per raggiungere il punto sanitario più vicino sia di 25 minuti, a fronte dei 16 del resto d’Italia. Per la Lucatelli “la Regione siciliana in materia di AI sta operando bene,- ha dichiarato – avendo già chiuso due strategie  (Madonie e Simeto), come accaduto in sole altre due Regioni italiane”.

Dario Tornabene, Autorità di Coordinamento dell’Autorità di Gestione del PO FESR Sicilia 2014/2020, ha ricordato che la programmazione 2014-2010 prevede 150 milioni di euro a contrasto dello spopolamento delle cinque zone indicate come Aree interne, Madonie, Nebrodi, Simeto-Etna, Terre sicane e Calatino, facendo il punto dell’avanzamento dell’attività.

L’economista  Fabrizio Barca, apprezzando lo stile franco e concreto dell’incontro, ha sottolineato come sia importante che nelle Aree interne si spende finalmente in modo diverso, toccando i servizi fondamentali e favorendo le unioni di comuni anche alla luce della collaborazione continua tra Stato, Regioni e realtà locali. “Guardando oltre il 2020 – ha concluso Barca – possiamo essere certi che tanto tempo e tanto denaro spesi in questi anni avranno prodotto una piattaforma permanente, quella delle AI, che coprono il 20% del territorio siciliano e che avranno accumulato tanta esperienza da candidarsi  ad essere i migliori fruitori della prossima programmazione”.

Annunciata, infine, la prossima sottoscrizione dell’APQ Madonie, entro circa dieci giorni, mentre le strategie delle altre Aree sono in fase di realizzazione.

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