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BROLO

La disavventura di una famiglia in vacanza in cerca di un bar aperto nel centro tirrenico

«Divieto» di caffè dopo la mezzanotte
La disavventura. Un paese a dormire, altro che intrattenimento per i turisti che non sanno cosa fare

Bisogna incrementare le presenze, sviluppare il turismo, promuovere il territorio e le risorse che offre. Invogliare i vacanzieri a trascorrere le loro ferie nei nostri paesi. Bla, bla, bla. Solo belle parole che fanno a pugni con la voglia di immobilismo che regna sovrana. Perchè in paesi come Brolo, Gioisa Marea, Rocca di Caprileone, Sant'Agata Militello, ma anche Capo d'Orlando (anche se rispetto agli altri è due passi avanti), soprattutto i commercianti non sanno nemmeno cosa significa fare turismo. E prendiamo il caso di ciò che capita a Brolo. Raccontiamo la "disavventura" di un povero turista al quale, intorno alle 24.30 viene a "malsana" idea di prendere un caffè, dopo essere stato a Capo d’Orlando con la famiglia a mangiare una piazza in uno dei locali che si trovano a San Gregorio. Cominciamo proprio dalla cena. Il turista arriva intorno alle 22. La sala all’aperto è quasi vuota. Ci sono solo due camerieri. Uno di questi fa attendere la famigliola in piedi : prima sparecchia tutti i tavoli e, poi, si decide ad apparecchiare il loro. Così la famigliola può finalmente mettersi a sedere. Alla faccia dell’ospitalità e del servizio. Saltiamo la cena e andiamo al dopo cena. La famigliola decide di fare una passeggiata verso Brolo. Durante il tragitto a lui, il marito, viene l’"insana" idea di andare n qualche bar a sorseggiare un caffè. Sono le 24 e qualcosa. Giunta a Brolo per la famigliola inizia a disavventura. Tutti i bar del corso principale sono già chiusi (pae da un bel po’). Qualcuno ha le luci ancora accese, a alla richiesta : "E’ possibile bere un caffè ?" viene risposto di no, perché le macchinette sono state già spente e lavate. Sicuramente sul lungomare, dove c’è la "movida", bar saranno aperti e funzionanti, pensano marito e moglie, sapendo peraltro che proprio sul lungomare c’è l’isola pedonale. E, invece, l’amara sorpresa : uno dei bar, collegato a un hotel, già chiuso con tanto di mandate alla porta. L’altro è ancora aperto, c’è una ragazza che spazza per terra e un’altra che vende sigarette. Ma la macchinetta del caffè è già spenta. E sul lungomare altro che "movida" : c’è la desolazione più totale; più scuro di mezzanotte, come si suol dire. Morale della favola ? Per sorseggiare un caffè, quando ormai la voglia era quasi passata lasciando spazio alla testardaggine, la famigliola è dovuta risalire in auto, fare dietro front e tornare a Capo d’Orlando dove, finalmente, all’una e qualcosa sono stati consumati gli agognati caffè. Con tanto di sorriso, arrivederci e grazie de barman di un chiosco ubicato sul lungomare Andrea Doria. Alla luce di tutto ciò ai commercianti brolesi consigliamo, se veramente credono nel turismo, di andare incontro alle esigenze dei turisti che, si sa, amano soprattutto le ore "piccole" per vivere", anche se un bar che chiude prima di mezzanotte, un ristorante o una pizzeia che non fanno cenare se non entro le 22.30, non sono ammissibili in un paese che si dice a vocazione turistica.

5-07-2010 17:01

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