La scorsa notte, i Carabinieri della Compagnia di Mistretta, in collaborazione con quelli di Santo Stefano di Camastra e di Sant’Agata di Militello, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Mistretta nell’ambito del processo denominato “Barbarossa”.
I provvedimenti restrittivi cui hanno dato corso i Carabinieri, sono stati emessi nei confronti di soggetti ritenuti appartenenti alla criminalità organizzata dell’area nebroidea e tortoriciana.
Nella circostanza, i militari hanno proceduto alla cattura di Giuseppe PRESTI, 59 anni, di Santo Stefano di Camastra e Giuseppe MARINO GAMMAZZA, 39 anni di Tortorici, ed alla notifica in carcere di analogo provvedimento a carico di Antonino MIRAGLIA FAGIANO, 49 anni, di Caronia e Sebastiano BONTEMPO Sebastiano, 38 anni, di Tortorici, entrambi già detenuti per altra causa (nelle foto da sinistra Presti, Marino Gammazza, Miraglia Fagiano e Bontempo).




I provvedimenti di cattura sono stati emessi dal Tribunale di Mistretta, in composizione collegiale, a seguito della sentenza di primo grado emessa lo scorso 26 aprile 2010, nell’ambito del procedimento c.d. “Barbarossa” a seguito della quale sono stati condannati a complessivi diciotto anni di carcere in quanto ritenuti responsabili della commissione di diverse estorsioni e tentate estorsioni, nel periodo tra il 1997 ed il 1999, in danno di imprese edili operanti nell’area nebroidea ed all’epoca impegnate nella realizzazione di alcuni lotti dell’autostrada Palermo-Messina ricadenti nei territori dei Comuni di Santo Stefano di Camastra, Acquedolci e Caronia.
Con la sentenza del processo c.d. “Barbarossa”, PRESTI è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione, per tentata estorsione, MIRAGLIA FAGIANO a sette anni di reclusione per estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, mentre MARINO GAMMAZZA e BONTEMPO sono stati condannati a quattro anni ed otto mesi di reclusione per tentata estorsione. Per i reati commessi dai predetti, inoltre, i giudici hannorubricato la circostanza aggravante di cui all’art. 7 D.L. 152/91 per aver commesso il fatto avvalendosi delle particolari condizioni previste dall’art. 416 bis del Codice Penale.
Il Procuratore della Repubblica di Mistretta, Dott. Luigi Patronaggio, in relazione alla gravità dei reati per i quali i soggeti sono stati condannati, all’allarme sociale procurato ed alle modalità di esecuzione, aggravate dal metodo mafioso, ha richiesto al Tribunale di Mistretta l’applicazione della custodia cautelare in carcere.
Tra i reati contestati, le estorsioni poste in essere da MIRAGLIA FAGIANO nell’anno 1999 in danno di una ditta impegnata nella costruzione del “Lotto 27” dell’Autostrada Palermo-Messina, che era stata costretta, con minaccia, a versare un’ingente somma di denaro ad uno degli imputati ed a mentenergli la fornitura e la lavorazione delle materie prime utilizzate nei rispettivi cantieri.
I reati contestati assumono particolare gravità in considerazione del fatto che è stato dimostrato come gli arrestati si siano puntualmente avvalsi, nel compimento degli atti estorsivi, dell’intimidazione ambientale e della particolare condizione di assoggettamento e di omertà di talune delle vittime, derivanti dalla riconosciuta appartenenza degli estortori ad un’associazione di tipo mafioso.
PRESTI e MARINO GAMMAZZA, rintracciati dai Carabinieri presso le rispettive abitazioni di residenza in Santo Stefano di Camastra e Tortorici, sono stati associati alla Casa Circondariale di Mistretta.
Per quanto concerne MIRAGLIA FAGIANO e BONTEMPO, i Carabinieri hanno invece notificato loro il provvedimento di cattura presso le strutture carcerarie ove gli stessi si trovavano già reclusi per altra causa.
31-05-2010 15:47